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Il “brillante di Leonardo” venerdì a Pegli, cinquecento anni di sapere in un diamante

Tagliato secondo le proporzioni costruite con la sezione aurea tratta dal trattato “De divina proportione”. Progetto sviluppato col Museo Leonardiano di Vinci. Il taglio sarà visibile venerdì alla Gioielleria Cicala di Pegli che ha approntato apposite lenti

Il fascino del sapere di un uomo straordinario che mezzo millennio dopo continua a regalare sorprese a chi sa leggere con occhi nuovi i suoi scritti, i suoi disegni, la sua opera. L’ultima “opera” di leonardo, 500 anni dopo, è un brillante. I diamanti tagliati secondo il suo sapere saranno visibili a genova venerdì prossimo, 27 maggio, dalle 17 alle 20, presso la gioielleria Cicala di Pegli (via Martiri della Libertà) dove saranno messe a disposizione particolari lenti che consentono di vedere meglio come la pietra prezziosa è stata “scolpita”.
La percezione umana mostra una naturale attitudine verso le proporzioni costruite con la sezione aurea, universalmente considerata come espressione di bellezza perfetta. Tutto ha origine dal De divina proportione, il trattato di Luca Pacioli illustrato da sessanta disegni di Leonardo da Vinci. Studiando le varie applicazioni della formula aurea –  la concezione matematica
su cui si fonde la struttura cosmica (a/b = 1,618) – Leonardo immaginò che ogni materia grezza si potesse trasformare in qualcosa
di straordinario, avvicinandosi a quella che era l’idea alchemica di perfezione divina e di armonia.

diamante vitruviano

Un caso ha voluto che Bobak Nasrollahi Moghadam, sfogliasse i disegni che Leonardo Da Vinci aveva realizzato per il De divina proportione di Luca Pacioli. I disegni di quei solidi perfetti, costruiti sulla base della proporzione aurea, fecero scattare nell’imprenditore l’idea di poter applicare la stessa formula matematica al taglio dei diamanti. Partendo dalla gemma grezza e tagliandola seguendo la traccia dei disegni dei poligoni di Leonardo, il diamante prende forma ed alla fine del processo, il risultato è a dir poco strabiliante.

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Si ottiene un taglio unico e perfetto in grado di enfatizzare al massimo le caratteristiche della pietra, che così tagliata presenta 57 sfaccetture. Il Da Vinci Cut origina una tavola pentagonale che sovrasta con un effetto caleidoscopico tre stelle visibili ad occhio nudo, cosa che non accade nei tagli classici, per i quali è necessario usare lenti particolari per vedere l’effetto
delle luci (come per esempio accade nei diamanti “cuori e frecce”).

L’attività della Biblioteca Leonardiana e del Museo Leonardiano, ha trasformato il Comune di Vinci in un centro culturale di livello internazionale. Riconoscendo il valore del progetto del taglio Da Vinci come veicolo di comunicazione dell’opera leopardiana in tutto il mondo, il Comune di Vinci ha dato il proprio patrocinio al Leonardo da Vinci Cut.

 

Il legame con il Museo Leonardiano

Per lo sviluppo del taglio Da Vinci è stata fondamentale la collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci, che offre una significativa presentazione degli studi di Leonardo, con un occhio alle innovazioni della tecnologia. Il patrimonio dei disegni raccolti nel museo è stata la fonte principale per l’evoluzione dell’intero lavoro di ricerca e sviluppo.

 

Un progetto di promozione mondiale

Il patrocinio del Comune di Vinci ed il legame con il Museo Leonardiano, ha favorito lo sviluppo di un più ampio progetto di promozione. Proprio al Museo è stato infatti presentato per la prima il taglio Da Vinci e da qui è partito il lancio a livello mondiale di questa importante partnership che contribuirà alla divulgazione ed alla scoperta del genio leonardesco.

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