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Quel candidato sindaco con l’allergia alle allergie

Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale ed esponente a Tursi di Fratelli d’Italia, continua la sua campagna elettorale partita in anticipo come candidato sindaco. Dopo aver messo a segno il colpo dell’inno di Mameli costringendo il sindaco Marco Doria a farsi proponente di un provvedimento per Genova città dell’inno nazionale, ieri ha discusso nella sala rossa una sua interpellanza legata alla mancata pulizia delle aiuole da parte dell’Amiu. Un ritardo nello sfalcio che, a detta degli esperti, in questo periodo risulterebbe estremamente fastidioso per i genovesi che soffrono di allergie. Balleari, ancora una volta, ha avuto il merito di sollevare un problema reale in mezzo a tante manie di protagonismo che portano spesso i nostri politici a dibattere sul sesso degli angeli.

Ma, evidentemente, il futuro candidato sindaco di Fratelli d’Italia, è uno dei rari politici abituato a trattare temi pratici. E, bisogna dirlo, nemmeno troppo legato a visioni ideologiche pregiudizialmente precostituite. Prova ne sia che ha valutato in modo positivo anche la promessa ricevuta da parte dell’assessore Italo Porcile di usare i lavoratori socialmente utili, in una situazione che rischia di diventare difficile. Non solo, ma Balleari ha suggerito anche di utilizzare i migranti ospiti della nostra città’, riconoscendo, così un modo possibile per garantire loro un’ occupazione.
E non importa se questo tipo di apertura verso persone a cui garantiamo assistenza e sopravvivenza potrà far storcere un po’ il naso ai simpatizzanti del suo partito e del centro destra. Balleari passa per uomo pratico ed evidentemente le ragioni ideologiche se c’è il modo di risolvere un problema passano in secondo piano.
Per esempio, mi ha provocato un certo stupore la sua reazione composta di fronte al presidente del Forza Italia che aveva deciso di puntare per la candidatura a sindaco nella capitale su Alfio Marchini, chiedendo la rinuncia di Bertolaso e mettendo in scacco in una volta sola la candidata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, Francesco Storace e il presidente della giunta regionale ligure Giovanni Toti. Ho registrato le invettive dell’assessore regionale leghista Edoardo Rixi e del compagno di partito di Balleari ed assessore regionale Matteo Rosso. Ma il candidato sindaco di Fratelli d’Italia non ha battuto ciglio, anche se è cosciente di quanto sarebbe diverso arrivare alle amministrative genovesi come esponente di tutto il centro destra o di una sola parte o addirittura solo del suo partito. Sempreche’ non succeda quanto è accaduto lo scorso anno con la Regione, con un Rixi partito con largo anticipo, poi costretto a limitare le proprie ambizioni a favore di Giovanni Toti, catapultato in Liguria. Ma Balleari nonostante il precedente, continua a macinare politica con la sua attività legata a risolvere i problemi dei genovesi. Dalle allergie ai mercati invasivi e irregolari, dalla sicurezza nei vicoli alle proposte per ridurre le tasse agli esercenti. Un politico che è allergico alla politica delle formule e delle alleanze, quella troppo dibattuta nei soliti salotti e nei talk show televisivi. Un politico che cerca di andare avanti per la sua strada senza fasciarsi la testa. A cui piacerebbe risolvere i problemi. Uno alla volta. Per poi passare al successivo.
Il Max Turbatore

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