Fiamme e fumo alla Fideco di Pontedecimo che smaltisce rifiuti speciali. C’è il sospetto che l’incendio sia doloso – LE FOTO
Sul posto, oltre a vigili del fuoco, polizia municipale, polizia di Stato e militi della Croce Verde, anche gli agenti del Reparto ambiente della pm e i tecnici di Arpal e Aster che hanno effettuato campionamenti delle acque del sottostante torrente per escludere ogni forma di inquinamento

di Monica Di Carlo
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L’incendio è scoppiato ieri prima di mezzanotte. Dal deposito della Fideco in via alla Ferriera di Pontedecimo, sulla strada che porta ai Giovi, si sono alzate fiamme altissime, poi un denso fumo nero. La puzza ha incominciato ad ammorbare l’aria di tutta la zona. Gli abitanti si sono allarmati perché le esalazioni prendevano alla gola, impedivano addirittura di respirare. I pompieri sono arrivati in fretta nonostante il luogo sia davvero l’ultima propagine di Genova in Valpolcevera. Non risultano feriti. È stato necessario bloccare per due ore la ferrovia. Il deposito della Fideco, che ha la sua sede a Campi, è nella zona delle ex fonderie Montanella. Attorno ci sono case e orti.
Intanto, gli abitanti della zona hanno cominciato a sentire delle esplosioni e hanno avuto paura. Sanno che nel deposito vengono stoccati rifiuti speciali e pericolosi. L’attività dell’azienda, nonostante sia ancora in centro abitato, è proprio quella. Smaltisce toner, monitor, televisori, batterie, pile, vernici, lubrificanti, resine, colle, solventi.
Il rumore delle esplosioni che la gente ha sentito è stato probabilmente determinato dallo scoppio di bombole che si trovavano, riferiscono gli abitanti, fuori dalla fabbrica. Almeno 4 i mezzi dei vigili del fuoco arrivati sul posto che si trova, rispetto alla strada provinciale 35, oltre un torrente che scorre, a salire, sulla destra. Per arrivarci è necessario guadare il corso d’acqua transitando su una passerella. Sono arrivati anche gli agenti di polizia municipale della zona, poi le pattuglie di pm in turno notturno, infine quelle della polizia di Stato. A bruciare sembra siano stati idrocarburi stoccati lì come matariale da smaltire. Per fortuna, l’incendio si è sviluppato solo su un lato del capannone e i vigili del fuoco sono riusciti a spegnerlo prima che ci fossero conseguenze peggiori. Certo è che l’odore acre e nauseabondo del fumo impediva di respirare, addirittura bruciava la gola di chi si è affacciava alle finestre per capire cosa stesse accadendo. Ora la gente di Pontedecimo teme che quei miasmi possano essere tossici.
Stanotte sul posto è arrivato il Reparto Ambiente della polizia municipale per verificare eventuali situazioni di grave pericolosità per la popolazione. Sono giunti anche i tecnici dell’Arpal che hanno effettuato campionature dell’aria e dell’acqua del torrente per capire se sono avvenuti sversamenti. Presenti anche i tecnici di Aster e i militi della Croce Verde nel caso in cui fossero necessari soccorsi. Le indagini ambientali riprenderanno stamattina, con la luce. Bisognerà stabilire le cause del rogo. Non si esclude la matrice dolosa. Anche su questa ipotesi indagherà la polizia.
Adesso gli abitanti chiedono di sapere cosa sia successo e se quel fumo può aver danneggiato la loro salute. Si preoccupano per la permanenza di un’attività così particolare proprio vicino alle case.
Il giorno dopo si è scoperto che il titolare era stato più volte minacciato dal racket.









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