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Guerra del latte, la Regione chiama all’appello i caseifici liguri. Arriva una proposta dagli alimentaristi Ascom

bidone latte
Panizza (Fida Ascom) propone di intavolare la discussione sull’utilizzo del prodotto nelle aziende genovesi
Bruno (Fds): <Il Sindaco si faccia promotore della costruzione di un sistema alternativo di vendita sul territorio>
La Parmalat (ormai azienda francese) non compera più il latte dei produttori del nostro entroterra perché vuole pagarlo meno di quanto costi produrlo e gli agricoltori liguri, sostenuti dalla Regione, chiamano in soccorso le aziende di caseificazione e trasformazione del territorio.
Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della sinistra in consiglio comunale, annuncia: <chiederò al sindaco di farsi promotore della costruzione di un sitema alternativo di vendita della produzione locale>. I distributori di latte crudo in città ci sono, ma sono troppo pochi per garantire la vendita di tutta la produzione della Cooperativa Valpolcevera a cui aderisocnoi produttori. Ad ogni modo, a questo link potrete trovare la mappa della loro collocazione http://www.milkmaps.com/?z=GE
Da Roberto Panizza, presidente dell’associazione degli alimentaristi Ascom/Fida arriva la proposta di parlare della questione dell’utilizzo da parte delle aziende genovesi del prodotto del territorio. <Ci saranno sicuramente dei problemi organizzativi, ma penso che si potranno superare agevolmente con un po’ buona volontà e di immaginazione. È tutto molto semplice, io in gelateria uso latte locale e addirittura risparmio, pur pagandolo molto più di quanto lo pagava Parmalat. A volte è solo un problema di pigrizia o di informazione>.

<Il mancato ritiro del latte è uno sfregio insopportabile per gli allevatori genovesi – dice Aldo Alberto, coordinatore Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia Liguria, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative –. Un danno economico e una umiliazione, serve una azione immediata per richiamare ognuno alle proprie responsabilità.  Per questo abbiamo chiesto che l’assessore all’agricoltura e all’allevamento Stefano Mai convochi immediatamente un tavolo di crisi, attorno al quale riunire gli utilizzatori liguri, le Coop di raccolta e le Organizzazioni Agricole per individuare soluzioni urgenti che consentano il ritiro del prodotto. Allo stesso tempo è necessario che sia attivata, da parte della Regione,  tutta la pressione possibile perché Agea definisca le procedure  e effettui i pagamenti  destinati agli allevatori,  per le misure di compensazione a fronte delle crisi del latte, decisi ma da troppo tempo fermi>.

<C’è bisogno dell’ impegno di tutti per trovare  una soluzione – prosegue il coordinatore di Agrinsieme .- Una soluzione che preveda nell’ immediato il ritiro del prodotto  e che consenta di affrontare nel futuro prossimo un vero e proprio piano di messa in sicurezza del settore latte utilizzando tutte le misure che sono contenute nel Psr. Dobbiamo avere la consapevolezza che ora l’obiettivo è ripristinare la collocazione del latte in pochi giorni e per questo siamo impegnati, ma va anche presa coscienza che il settore sta attraversando una crisi che riguarda l’intero comparto comunitario con una produzione cresciuta, consumi in calo e scenari internazionali, quali la crisi delle relazioni economiche con la Russia che pesano molto su questo settore>.
<Di concerto con le associazioni di categoria che compongono il Tavolo Verde abbiamo deciso di convocare, in tempi brevi, i referenti delle principali cooperative liguri di conferimento e di trasformazione di prodotti lattiero-caseari per trovare una soluzione alla difficile situazione che interessa i produttori sul territorio, oggi costretti a gettare via 6 mila litri di latte al giorno>. Mai che ha incontrato Cia, Coldiretti e Confagricoltura nel Tavolo Verde istituito a febbraio dalla Regione Liguria per affrontare le problematiche inerenti al mondo dell’agricoltura e della zootecnia. <Siamo uniti nella ricerca di una soluzione che possa dare ossigeno ai nostri produttori che consideriamo strategici per l’economia del territorio – ha detto l’assessore Mai – in questi anni hanno già pagato un prezzo elevatissimo in termini di sacrifici economici dovuti alla concorrenza sul mercato di latte proveniente dall’estero a bassissimo costo, che ha compromesso pesantemente il settore. I prezzi attuali al litro non tengono minimamente conto dei costi di produzione e di trasporto né tanto meno valorizzano le eccellenze prodotte dai nostri territori. Invertire le dinamiche del circolo vizioso innescato negli ultimi anni dal mercato europeo non è cosa di facile attuazione e soprattutto non a brevissimo termine. Pertanto cercheremo una soluzione-tampone che serva quanto meno a salvare il nostro latte e le nostre imprese che riteniamo essere una risorsa irrinunciabile per la Liguria>.

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