Unioncamere Liguria: frenata dell’export nel 2015
La Liguria, dopo un lungo periodo di sostegno all’export nazionale, nel 2015 rallenta la crescita sui mercati internazionali. Lo rivela l’analisi di Unioncamere Liguria. Le elaborazioni statistiche si basano su dati di fonte amministrativa, raccolti dall’Agenzia delle Dogane attraverso due rilevazioni: importazioni ed esportazioni con i paesi extra UE e acquisti e cessioni con i paesi UE. Nel primo caso i dati si riferiscono alla provincia o paese di origine (dove la merce è stata prodotta), nel secondo alla provincia o paese di provenienza (da cui la merce viene spedita).
Nel 2015 l’export nazionale ha registrato una crescita del 3,8%, diffusa a quasi tutte le aree territoriali, esclusa quella insulare; per il Nord-ovest l’aumento è stato del 2,7%. Le regioni che hanno contribuito maggiormente a sostenere l’export nazionale sono state Piemonte (+7,0%), Veneto (+5,3%), Emilia Romagna (+4,4%), Lazio (+9,2%), Lombardia (+1,5) e Basilicata (+145,7%, grazie alle vendite di autoveicoli).
La Liguria, che rappresenta solo l’1,6% delle vendite nazionali all’estero, ha invertito la dinamica positiva che ha caratterizzato gli ultimi anni, registrando una battuta d’arresto, -4,2%, passando da 7.081 a 6.784 milioni di euro: di questi 3.808 milioni sono destinati verso paesi Extra-UE (il 56,1% del totale) con una contrazione del 12,6%, mentre verso l’area comunitaria l’export è aumentato del 9,2% .
Tra i settori trainanti e quantitativamente più significativi troviamo le attività manifatturiere, i cui prodotti rappresentano oltre il 90% dell’export, e che, rispetto al 2014, hanno registrato una contrazione del 4,9%. All’interno del comparto manifatturiero, buona la performance dei prodotti chimici (+6,7% l’export complessivo, +14,3% quello extra-UE), dei prodotti alimentari (+9,9% l’export complessivo, -0,6% quello extra-UE), e della metallurgia (+7,1% l’export complessivo, +6,1% quello extra-UE).
Per quanto concerne la dinamica dell’export ligure verso i mercati UE, in aumento del 9,2%, al primo posto troviamo la Francia verso cui sono stati venduti prodotti per un controvalore di 717 milioni di euro (-1,1%, il 17% dei quali costituito dai prodotti chimici), e che rappresenta il 10% dell’export regionale; il secondo paese UE di destinazione è la Germania (+8,0%), con al primo posto la cessione di prodotti metallurgici come pure in Spagna (+16,6%). Tra i mercati extra-UE, in calo del 12,6%, il volume maggiore di vendite è stato verso gli Stati Uniti (+43,4%), export sostenuto principalmente dalla vendita di prodotti chimici, e l’Algeria (-39,6%), il 39,4% costituito dall’esportazione di macchinari.
GENOVA
Il capoluogo ligure ha rallentato nel 2015 il contributo alla crescita dell’export nazionale registrando una diminuzione dell’11,7%, in larga parte dovuta al settore manifatturiero (-12,2%): in particolare i macchinari (-21,2%) e i mezzi di trasporto (- 52,3%). Buona la performance per i prodotti alimentari (+16,7%) e la metallurgia (+6,8%).
Cala l’export verso i paesi extra-UE (-19,2%), in particolare verso l’Algeria (-44,1%), secondo paese nella graduatoria complessiva provinciale, verso cui il capoluogo ligure ha esportato principalmente macchinari; in crescita l’export verso gli Emirati Arabi (+131,3%) grazie alla vendita di macchinari e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e verso gli Stati Uniti (+29,7%).





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