Commercio 

Taglio del nastro per la “piccola” Coop di Fiumara, il simbolo del commercio che cambia

Gli ipermercati non rendono più come prima, la popolazione diminuisce e invecchia, la concorrenza è sempre più spietata, i consumi sono crollati. La nuova frontiera (e il salvagente) della grande distribuzione è adesso il supermercato medio-piccolo di vicinato

Coop Liguria Fiumara

di Monica Di Carlo

Gli ipermercati non pagano più, non come prima. Non avevano poi sbagliato i piccoli commercianti quando insistevano che non aveva molto senso costruire grossi centri in una città la cui popolazione rimpicciolisce e invecchia a vista d’occhio e dove la forte affluenza di nuovi cittadini stranieri (e qui parliamo dei molti quelli che vivono normalmente, lavorano, portano avanti la famiglia) porta anche uno spostamento dei consumi verso i negozi etnici “dedicati”, soprattutto in certe zone del centro storico, del ponente e della parte bassa della Valpolcevera. La crisi generalizzata ha fatto il resto e la redditività dei mega centri da 8 mila metri quadrati di “guv”, acronimo che sta per “grade unità di vendita” – cioè il supermercato vero e proprio, attorno al quale aprono (e spesso cambiano a ritmo vorticoso) i negozi della galleria commerciale – è caduta in picchiata. Un po’ per il virtuoso taglio degli sprechi, un po’ per il calo dei consumi legato al fatto che la gente non fa più grandi scorte, molto perché gli anziani consumano poco, non amano portare pesanti borse della spesa, non hanno nè il piacere nè la necessità di fare la spesa in auto. Sono passati gli anni in cui l’Università faceva ricerche di tenore urbanistico e sociologico con al centro l’ipermercato come luogo d’incontro per passare il tempo libero per le diverse generazioni di genovesi. A dare il colpo finale è stato il crollo della vendita del “non food”, in particolare gli elettrodomestici. E hai voglia a offrire bancali di televisori a schermo piatto a cento euro: i consumatori, ormai, non rispondevano già più. L’elettrodomestico, prima quello “bianco” (lavatrici, lavastoviglie, frigo), poi quello “nero” (tv, hi-fi), ha cominciato a non tirare più, anche a causa dell’apertura in città di diversi “category killer” (Trony, Mediaworld, Saturn, che ha chiuso assorbito proprio da Mediaworld), quei negozi di catena che vendono solo elettrodomestici in tutta Italia e comprano in quantità industriale dalle case produttrici strappando prezzi incredibilmente bassi, offrendo al cliente prezzo e ampia scelta. La pietra tombale su questo tipo di mercato negli iper l’ha messa internet, dove si compera di tutto e di più a prezzi sempre più ridotti.
In definitiva, non è un caso che il Gruppo Gattiglia, che ha da tempo autorizzata la conversione del cash & carry di Campi in ipermercato, stia cincischiando. I fattori possono essere molti, certo, ma tant’è il legittimo dubbio che i signori della distribuzione privata genovese stiano al balcone a guardare per, eventualmente, cambiare la rotta, c’è. Non è un caso nemmeno che Ikea, che fino a qualche anno fa faceva fuoco e fiamme per ottenere il raddoppio (minacciando anche di andarsene se non l’avesse ottenuto) e aveva progettato un posteggio faraonico a servizio, anche lei stia ora a far flanella, ragionando su ampliamenti funzionali “ragionevoli”. Tutto questo mentre Carrefour, che ha assorbito i “DìxDì”, conta quasi esclusivamente su piccoli punti vendita che chi si occupa di commercio da un po’ chiama superette e che adesso hanno preso il nome di “supermercati di vicinato”, sta facendo affari d’oro basandosi sulla razionalizzazione di esposizione e personale che consentono al secondo gruppo mondiale (una multinazionale con base in Francia, seconda solo a WalMart che sul suolo italico non ha mai aperto) di ottenere profitti anche con scontrini medio-bassi.

franco berardini Coop(Franco Berardini, presidente di Coop Liguria)

La prova del nove la offre Coop Liguria, che ieri ha aperto il nuovo punto vendita di Fiumara. Mille metri quadrati (una dimensione media per Genova, medio-piccola per l’Italia) che però, sulla scorta dei “supermercati di vicinato”, espone e vende poco di tutto, freschi compresi, quindi garantisce la varietà. Certo, gestire in questa maniera è decisamente più faticoso, ma ormai è l’unico modo per sopravvivere alla concorrenza che, con lo sbarco di Esselunga promesso (o minacciato, a seconda dei punti di vista) dalla Regione, diventerà ancora più agguerrita. Il nuovo “negozio” ha il parcheggio, ma di è facile accesso anche coi mezzi pubblici, proprio a sottolineare che l’era della spesa con l’auto è terminata. In tanti non possono più permettersela, per ragioni di reddito o di età anagrafica e, allora, perché rinunciare a questa clientela? Franco Berardini, presidente di Coop Liguria, è una macchina da guerra (commerciale): già uomo dello storico presidente Remo Checconi che per trent’anni guidò la cooperativa di consumatori, già vicepresidente del compianto Bruno Cordazzo (che gli fu preferito in prima istanza per ragioni squisitamente politiche perché Cordazzo proveniva dal Pci, mentre Berardini dal Psi), è stato l’uomo chiamato a salvare il salvabile e, se possibile, anche a migliorare i risultati nel momento più difficile in assoluto per il commercio dagli anni Sessanta a questa parte, con una crisi che non accenna a smettere e dura da anni, la recessione che è ormai dato stabile, i consumi congelati. Berardini è un tecnico, profondamente preparato e non è persona da prendere una decisione senza aver valutato ogni fattore possibile. Se punta sul “supermercato di quartiere” è perché questa è l’unica formula ad avere buona probabilità di riuscita. Una “ricetta” che, tra l’altro, potrebbe non essere completamente invisa ai commercianti tradizionali. Le medio-piccole strutture commerciali di quartiere, altrove più che a Fiumara (il cui centro commerciale assorbe già comunque da anni gran parte dei consumi di una vasta area) potrebbero funzionare come “locomotive commerciali”, quindi attirare spesa verso un’area dove, usciti col carrello pieno, i consumatori potrebbero fermarsi ad acquistare abbigliamento e altri generi non food e persino generi alimentari di nicchia e “super specializzati” nelle botteghe.
Coop Liguria Fiumara 1

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