Commercio Quartieri 

Il mercato della Foce passa “a tempo” ai privati. Presto negozi tradizionali e alimentari confezionati

Diritto di superficie per il consorzio “Mercato della Foce”. Anche quello di Dinegro punta alla stessa formula. Orientale e Scio soddisfatti della restituzione dal Comune del 50% del canone di affitto, somma con le quale vengono effettuati lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione
Intanto, 9 strutture genovesi cominciano a fare insieme promozione come la grande distribuzione. Un sito internet e un giornalino con i punti vendita, le offerte, le ricette e offerte speciali per gli ingressi alle attrazioni turistiche della città

mercato comunale foce libertà

Il mercato della Foce, tra via della Libertà, corso Torino e via Ruspoli. Era una delle tante strutture dismesse per mancanza di operatori. Genova aveva almeno un mercato per quartiere e molti hanno da tempo tirato giù le saracinesche, come quello di Cornigliano o quello di Teglia. Molte le ragioni: il calo della popolazione e il suo invecchiamento e impoverimento, ma anche l’abbandono per decenni da parte del Comune che ne è proprietario  il cambio del modo di consumare  e l’apertura di tanti supermercati. dopo tante chiusure, questa mattina è arrivata ufficialmente la notizia dell’accordo tra Amministrazione e “Consorzio operatori commerciali mercato della Foce” per la cessione per un congruo numero di anni del diritto di superficie, tanti da giustificare l’onere dell’intervento per il recupero. Il mercato sarà così ristrutturato, ha detto Enrico Mario, presidente del consorzio del Medio Levante, oltre che di quello, centralissimo, di via XX Settembre, l’Orientale. A parlare del progetto è lo stesso Mario.

La struttura, risalente agli anni ’60 e molto degradata. 500 metri quadrati saranno dedicati a 8 banchi di frutta e verdura, alimentari fresci, salumi e formaggi, surgelati, macelleria, pescheria, panificio, pasta fresca (tutti dotati di laboratori per la produzione di prodotti di gastronomia) e un “grocery (alimentari confesionati) store” a libero servizio per completare l’offerta merceologica. La firma del contratto tra Comune e consorzio è materialmente avvenuta ieri, presenti l’assessore al Commercio e al patrimonio Emanuele Piazza e il vice presidente Ascom Oscar Cattaneo, il quale ha chiesto ancora una volta che le istituzioni (non solo Tursi) costruiscano un sistema di garanzie per aiutare i gestori dei banchi dei mercati a consorziarsi per dare vita, come nel caso della Foce, a iniziative ad ampio respiro grazie all’affitto del diritto di superficie, ma anche all’autogestione (come nel caso del mercato di Romagnosi). Il mercato Orientale e quello di piazza Scio, invece, hanno col Comune un accordo secondo il quale il 50% dei canoni d’affitti pagati torna ai consorzi per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel caso del mercato di via XX, è quasi in dirittura d’arrivo il progetto per il rifacimento delle porte e a breve termine c’è il recupero del tetto. Piazza ha spiegato che sono in corso contatti con l’assessore regionale Edoardo Rixi per cercare di costruire lo strumento che serve agli operatori per poter recuperare e rilanciare le strutture. <Oggi – ha commentato Piazza – abbiamo concluso un lungo percorso che ci porta ad inaugurare una nuova modalità di gestione per i mercati coperti rionali. La vendita del diritto di superficie per la gestione del mercato della Foce mira a rilanciare le attività e a riqualificare la struttura, facendo leva sulla collaborazione tra Comune di Genova e operatori commerciali. Ci auguriamo che l’unità di intenti sperimentata in questa occasione si moltiplichi anche al resto dei mercati genovesi, una rete molto ricca che intendiamo valorizzare partendo proprio dal protagonismo degli imprenditori del settore e dalle associazioni di categoria. Vorrei sottolineare inoltre un ulteriore elemento positivo: un consorzio di imprenditori ha deciso di promuovere un’iniziativa autonoma in termini di investimenti in un momento economico in cui ciò non è per nulla scontato. Sono molto soddisfatto del ruolo che il Comune di Genova ha avuto per arrivare a questo traguardo e sono convinto che la linea che stiamo tracciando insieme porterà frutti molto tangibili anche per quanto riguarda gli altri mercati coperti della città, a partire dal Mercato Orientale>.

Mercato Orientale

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I sistemi possono essere diversi  e vedono comunque il coinvolgimento degli assegnatari rimasti. È il caso, ade esempio, del mercarto di piazza Dinegro del cui recupero si parla da oltre un decennio senza che si sia potuta trovare la maggioranza qualificata necessaria a procedere (il 90% per l’acuisizione del diritto di superficie). Da mesi si fa il nome di Conad cone possibile partner degli operatori. Certo è, invece, che Ekom, società del gruppo Sogegross Gattiglia si è aggiudicata il bando per il mercato di Bolzaneto.

pescheria spada 2

Mercato Orientale

Intanto, 9 mercati genovesi (quelli già citati a cui si aggiungono il mercato di Certosa , quello di via Corradi a Sestri, quello di piazza Sarzano, nel centro storico) hanno deciso di cominciare a organizzare azioni comuni per il marketing delle singolr piccole imprese e delle strutture e per farlo si sono ispirate alle campagne d’immagine dei supermercati. Si è deciso un marchio ed è stato meso a punto un piano di comunicazione condiviso che punta su un giornalino dove si possono conoscere le attivita e leggere quali sono le merci scontate oltre a ritagliare i coupon che danno diritto allo sconto all’Acquario. I mercati rionali genovesi si promuovono anche sulla rete e sui social network.
Le strutture mercatali offrono spazio a 200 operatori per un totale di 1 milione e 200 scontrini battuti ogni anno.

Mercato Orientale

surgelati

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