Vinai sale sul carro e torna Allegri
Pierluigi Vinai, segretario dell’Anci Liguria, cristianamente ammette l’errore, implora perdono e chiede scusa.
E non lo fa per essersi candidato alle ultime amministrative come sindaco del centro destra affrontando l’attuale primo cittadino Marco Doria. Né per avergli schiacciato l’occhio e stretto la mano per continuare la sua avventura all’Anci. E nemmeno si pente di aver additato i rappresentanti del PdL subito dopo la sconfitta come traditori, i classici mariti pronti a tagliarseli per far dispetto alla moglie. Ne’ si ravvede per aver messo a perdere il suo mentore Claudio Scajola pur di ottenere l’imprimatur per cimentarsi nelle ultime comunali. Risultato raggiunto facendo leva sul credito perseguito grazie al ruolo di pontiere fra i due Claudi, Scajola, appunto e Burlando, nell’accordo di ferro fra i padri padroni liguri per spartirsi la Regione. Troppa acqua passata sotto i ponti.
Comunque il Nostro, che due mesi fa ha maturato una poltroncina a titolo gratuito da abbinare a quella dell’Anci come consigliere del Ministero delle Politiche agricole, non prova rimorso nemmeno per aver costituito in vista delle ultime regionali “Open” associazione di appoggio alla cordata Renzi-Burlando-Paita poi finita sconfitta ad opera di Toti e neanche, in tempi più recenti, per essersi schierato da cattolico militante, a favore di matrimoni civili fra le persone dello stesso sesso. Abiura che gli ha fruttato una tirata d’orecchie da un altro dei suoi mentori, il Cardinale Bagnasco. Nulla di tutto questo.
Pierluigi Vinai, bianconero sfegatato, ha deciso di affidare a Twitter il suo mea culpa attraverso una serie di cinguettii in cui ammette il suo pentimento nei confronti dell’allenatore bianconero Massimiliano Allegri. Assumendosene tutte le responsabilità (“esiste un momento in cui bisogna riconoscere di aver sbagliato” “Ad inizio stagione l’ho aspramente criticato, ero di quelli di Allegrivattene, non è il mio allenatore preferito ma sta facendo un capolavoro”) ammette le critiche eccessive e si cosparge il capo di cenere. Tutto giusto. Come diceva il padre della patria Giulio Andreotti solo gli imbecilli non cambiano opinione. Sorprende che Vinai si sia schierato fra i lapidatori di Allegri dopo il quarto scudetto vinto con ampio margine e una finale di Champion, aggiungendosi alla schiera dei tifosi ingrati che non avevano fiducia né nel tecnico né nella campagna acquisti di Marotta. Catastrofismo per amore di un atteggiamento ondivago che Vinai anche in politica ha sempre saputo interpretare da protagonista. Anche se un nonsoche’di coerenza in fondo in fondo al suo comportamento c’è lo trovi sempre per la sua capacità di riposizionarsi e salire, più o meno prontamente, sul carro dell’ultimo vincitore.
Max-Turbatore


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