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Ilva, si alza la tensione. Lunedì nuovo corteo

Si preparano a un nuovo corteo per lunedì prossimo (con i lavoratori Failm Cisal), “si augurano” che i colleghi Fim Cisl e Uilm Uil (sindacati che hanno preso le distanze da quanto è avvenuto durante l’occupazione di Palazzo Tursi, quando il segretario Pd Alessandro Terrile è stato spintonato e fatto oggetto di sputi) si uniscano alla manifestazione. Prendono di mira lo stesso segretario Pd e il sindaco Marco Doria, che ieri ha denunciato, commentando i fatti di Palazzo Tursi, un'<Aggressione all’istituzione democratica Comune di Genova> e <Azioni di violenza non solo verbale> che <possono degenerare> e andare ben oltre la sfera politica. Ora i lavoratori Fiom, mentre in azienda sono in corso assemblee, alzano il tiro.
Questo il loro comunicato

La Fiom fa sua  la frase del mai dimenticato Presidente della Repubblica Sandro Pertini:

“.. a brigante, brigante e mezzo”!

 

Il Sindaco di Genova ed il segretario del PD di Genova con dichiarazioni ed interviste affermano che per  loro non esiste più l’Accordo di Programma del 2005.

Il Sindaco senza nessuna comunicazione istituzionalmente corretta a tutti i firmatari dell’Accordo, violando l’art 34 dello stesso (che fa divieto a modificazioni orali) e nel disprezzo delle delibere votate a suo tempo dal consiglio, intende mettere fine a quell’Accordo!

Così  in modo antidemocratico si cerca di rompere un accordo storico in cui la città e le istituzioni fecero un patto sull’Ilva e con i lavoratori dell’Ilva  per migliorare l’ambiente a Cornigliano garantendo l’occupazione, e la continuità  del reddito per quei lavoratori.

Quel patto firmato dalla Presidenza del Consiglio, da sei Ministri, dalla Prefettura, l’Agenzia del Demanio, la Regione Liguria, la Provincia ed il Comune di Genova, la Società per Cornigliano, l’Autorità Portuale, la Società Aereoporto, l’Anas, Ilva e il Sindacato Confederale e di Categoria è giuridicamente valido perché recepito da leggi dello Stato e da delibere dei vari consigli degli Enti Locali nel rispetto dei vari interessi in campo e democraticamente recepito.

Oggi il Sindaco di Genova e il Segretario del PD escono allo scoperto.

Per la Fiom, che rappresenta all’Ilva oltre 800 iscritti e il 68% dei voti nella RSU, qualsiasi modifica dell’Accordo deve passare attraverso il confronto di tutti i firmatari e la condivisione di un eventuale nuovo Accordo di Programma che abbia al centro la difesa di tutta l’occupazione e del reddito.

Noi difendiamo e difenderemo quell’Accordo che è l’unica vera clausola sociale per il lavoratori Ilva.

La Fiom fa sua  la frase del mai dimenticato Presidente della Repubblica Sandro Pertini : “.. a brigante, brigante e mezzo”!

Armando Palombo, coordinatore dell’rsu Fiom dell’Ilva, fa appello agli altri sindacati e all’unitarietà della protesta. <Al di là delle polemiche – dice – abbiamo cominciato un percorso insieme e speriamo di portarlo a termine in modo unitario>.
Obiettivo della manifestazione e’ ottenere il rispetto dell’
accordo di programma “che il Comune di Genova e il Pd stanno
disdettando a suon dichiarazioni in cui parlano della necessita’
di contestualizzarlo – spiega il sindacalista – ma quell’accordo
che impedisce trasferimenti, licenziamenti e tutela il reddito
ha valore di legge”.

L’Aula della Camera ha, intanto, ultimato l’esame del decreto legge Ilva. Ora l’Assemblea si dedica all’esame degli ordini del giorno al testo, tra i quali quello del genovese Pd Basso che punta a integrare con un ulteriore 10% il 60% dell’indennità dei lavoratori Ilva di Genova. Per Fiom non è abbastanza.

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