Porto di Genova, scatti tra presente e futuro
Il porto di Genova fotografato in una grigia e limpida giornata di dicembre. In un momento storico che vedrà la complessa sintesi tra due realtà importanti come quella del capoluogo ligure e di Savona, il viaggio (periodico per giornalisti e fotografi) nello scalo genovese permette di immortalare momenti di lavoro quotidiani e abituali nella loro epica e inarrivabile iconografia che li rende unici.
Il porto di Genova che tra lavoro diretto e indotto occupa intorno alle 50 mila persone è nella sua storia un affresco della lotta contro la natura e molto spesso, ultimamente, per essere all’altezza dell’innovazione. Si parte con un grande dilemma ancora da risolvere. L’ex deposito granario Hennebique con la sua possente struttura ricorda quello che ancora c’è da fare e rimane irrisolto nello scalo. A Calata Sanità l’enorme portacontainer della Yang Ming ricorda come da pochi giorni ha fatto scalo proprio a Genova una nave, se possibile, ancora più grande di questa da 14 mila teus. Un vero e proprio test risolto positivamente dalle strutture genovesi.
I riempimenti a Calata Bettolo e i lavori nel Multipurpose delineano uno scalo che si sta attrezzando a ricevere navi sempre più grandi cambiando la sua forma. Dalla tradizionale struttura a “pettine” del Multipurpose si andrà verso un sistema di banchine “lineari” in grado di accogliere, appunto, navi di sempre maggiori dimensioni.

Il VTE è l’esempio del nuovo “modello” di operatività.

Si stagliano nel “gigantismo” delle proporzioni le figure
sempre più epiche di un lavoro difficile e intenso.
C’è anche chi, poi, in porto ci va per leggersi un libro. Un antico camallo probabilmente sarebbe trasalito a vedere questa immagine, auspicio di una sempre maggiore integrazione tra porto e città.



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