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Punteruolo rosso, è ancora allarme per le palme liguri

Di Angela Valenti Durazzo

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Riviera Ligure di Ponente e Costa Azzurra ancora in prima linea nella lotta al punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), il micidiale coleottero originario dell’Asia, che dopo essersi diffuso nel Mediterraneo continua ad attaccare palme al di qua e al di là del confine, determinando in alcune zone una vera emergenza.
Ad essere colpita è principalmente la specie Phoenix canariensis (simile alle palme da datteri ma ancor più ornamentale) in difesa della quale petizioni alle autorità, giornate di studio con esperti nazionali ed internazionali, sperimentazione di metodi biologici e chimici per la disinfestazione, si alternano nelle diverse realtà coinvolte.
«Charançon rouge: restera-t-il des palmiers à Nice?» (punteruolo rosso: resteranno delle palme a Nizza?) è l’emblematico titolo apparso lo scorso inverno sul quotidiano Nice Matin. «Chi fermerà il punteruolo rosso?» è invece quello, altrettanto emblematico, del convegno organizzato lo scorso anno da Centro Studi e Ricerche per le Palme di Sanremo, Comune di Bordighera, Istituto Internazionale di Studi Liguri, ‘Palmiria’ Gruppo Italiano Palme, con il supporto di Benza Centro Giardino di Sanremo, di autorità nazionali e di esperti francesi, spagnoli e monegaschi, tra cui Eric Vermiglio del Principato di Monaco.
E venendo ad oggi nella provincia di Imperia (ma non è certo la sola zona colpita dal famigerato parassita) la situazione desta ancora allarme. A Ventimiglia, il 27 novembre mattina nella sala consiliare, è previsto l’incontro-mobilitazione dal titolo ancora provvisorio “Salviamo le palme” che, spiega Silvia Alborno, responsabile dell’associazione “Qui presenti” di Bordighera «sarà aperto a tutti i comuni e servizi fitosanitari transfrontalieri» e nel quale, fra i vari contributi, è previsto «venga illustrata per conto dell’INRA, Institut national de la recherche agronomique, l’endoterapia, sistema di eradicazione del punteruolo rosso».
«Il punteruolo non ha confini ed occorre lavorare in rete, in sinergia – commenta ancora Silvia Alborno, nella foto – è necessario per questo una strategia di lotta collettiva integrata. Il metodo consigliato ai livelli gravi di infestazione in cui ci troviamo è quello dell’endoterapia, che porta vantaggi in termini di costi, efficacia e rapidità di esecuzione e comporta un’iniezione di prodotto all’anno. Si tratta di un prodotto chimico che però resta all’interno della pianta».
Nel frattempo sul sito della città di Bordighera, città definita storicamente «regina delle palme», la cui rigogliosa ed esotica natura è stata descritta da celebri scrittori ed immortalata da pittori del calibro di Monet, l’ordinanza del Sindaco Giacomo Pallanca, dà alcune importanti indicazioni su come prevenire ed arginare il killer delle piante a tutti i proprietari di terreni, ai vivaisti ed agli operatori del settore. E si, perché anche chi ha una sola palma nel proprio giardino deve vigilare per evitare che diventi veicolo di propagazione della “malattia”. Occorre quindi, come spiega l’ordinanza «controllare l’eventuale anomala inclinazione delle foglie apicali rispetto al portamento naturale della specie; verificare la presenza di evidenti erosioni superficiali alla base delle foglie; di bozzoli creati dal parassita; di esemplari adulti, dal caratteristico colore arancione, del coleottero» (l’ordinanza é corredata anche da foto illustrative). Molto importante è anche, in caso di potatura o pulizia delle palme, l’eliminazione delle foglie secche e non provocare lesioni che portino allo scoperto parti verdi, fonte di attrazione ed ingresso dei parassiti in questione. «In ogni caso la superficie di ogni taglio dovrà essere opportunamente protetta con prodotti antiparassitari adeguati». Ma soprattutto in caso di sospetto, occorre rivolgersi agli organismi competenti.
Anche nel Principato di Monaco, vista la meticolosa cura del patrimonio verde e la presenza di giardini con piante pregiatissime, dopo la prima segnalazione di alcuni casi nel 2012, la Direction de l’Aménagement Urbain, ha operato trattamenti per la disinfestazione ed un’azione di monitoraggio delle palme, avviando una campagna di sensibilizzazione a chi gestisce spazi verdi pubblici e privati.
Infine sempre in tema di lotta al killer delle palme, sembra aver dato risultati positivi (anche se autorità ed addetti ai lavori si limitano ad essere cautamente ottimisti), un trattamento biologico con i Nematodi, avviato all’inizio dell’estate a Sanremo. Si tratta di vermetti, inseriti a livello di test in 50 palme della città dei fiori, alcune delle quali sane, per prevenire o combattere naturalmente il punteruolo. Un segno positivo ma non certo la definitiva sconfitta del famigerato coleottero dal color rosso ruggine. Non a caso ha preso avvio da circa due settimane la raccolta firme online de Il Collectif méditerranéen pour la sauvegarde des palmiers (Collettivo mediterraneo per la salvaguardia delle palme), indirizzata all’attenzione del Ministro dell’Agricoltura francese, nel quale si chiede esplicitamente alla massima autorità «di mettere fine al massacro delle palme».

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