Palazzo Grillo, lo spettacolo della storia di Genova

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Piazza delle Vigne è una bomboniera: la chiesa con le porte sempre aperte, l’affollato dehor di un locale, il viavai della gente dei carruggi. Da oggi, ha un gioiello in più da mostrare.

Piazza delle vigne da una finestra di palazzo Grillo
(La piazza da una finestra del Palazzo del Grillo)

La parola magica è “nonostante”. Nonostante sia stato occupato dagli anarchici poco prima dell’avvio dei restauri, un paio di anni fa. Ma ben più danni di loro hanno fatto, negli anni, le bombe della seconda guerra mondiale e le attività che si sono succedute. Ultima, una fabbrica-esposizione di sedie. Tutti gli affreschi erano stati imbiancati (forse anche prima dell’insediamento di questa attività) e ovunque erano stati avvitati tasselli per appendere le sedie al soffitto e ai muri. Il risultato dell’oltraggio dei secoli sul palazzo cinquecentesco è stato, in estrema sintesi, uno scempio. Nonostante – appunto – l’incuria, l’ignoranza, la grettezza, l’abbandono di secoli, il palazzo è di nuovo uno splendore. E ha ben ragione il geometra Massimo Negri, responsabile di cantiere per la ditta Cresta che ha realizzato i lavori, a parlare con orgoglio di ogni singolo intervento di recupero, dagli affreschi ai gradini di ardesia, dalla pavimentazione in cotto fino alle travi di legno decorate, come dovevano esserle tutte, a quel tempo, e restaurate fino a render loro colori e bellezza. È emozionante camminare negli stessi ambienti frequentati da un coevo di Andrea Doria, fuardare gli stessi affresci, percepire le stesse tinte e avere la consapevolezza di vedere la luce filtrare dalle finestre proprio come la vedeva il marchese Domenico Grillo diversi secoli fa. Il palazzo è visitabile in questi giorni, fino a martedì 2 giugno. Per i genovesi sarà la prima volta al palazzo del Grillo, un’occasione che non si può perdere.

Le travi recuperate
(Le cinquecentesche travi decorate che sono state recuperate, ricollocalte ed esposte)

Tutto è stato pensato da Enrico Pinna che ha salvato tutto il possibile (all’occorrenza, ricollocandolo all’interno del palazzo) e inserito negli spazi che si sono dovuti ricostruire soluzioni che ben si armonizzano con il palazzo, pur mettendo in luce la propria modernità. La facciata principale durante il 2003 e il 2004 era già stata sottoposta a un restauro conservativo, ma dentro era tutto ridipinto, coperto, annerito dal fumo dei camini, anche quelli recuperati al loro splendore. Il tutto, sotto l’occhio attento della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria.

Palazzo Grillo
(Il geometra Negri sul terrazzo che potrà essere dedicato alle colazioni dell’hotel)

Sarà metà museo e metà galleria espositiva

Il recupero di Palazzo Grillo, uno dei Palazzi dei Rolli inseriti nel patrimonio dell’Umanità Unesco, situato in piazza delle Vigne, a Genova, è infatti appena terminato. A margine dei Rolli days, le aperture straordinarie dei grandi palazzi nobiliari genovesi, previste da domani al 2 giugno, lo ha presentato in anteprima oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, insieme con l’amministratore unico di Arte Genova Vladimiro Augusti, il presidente del Municipio Centro est Simone Leoncini, il progettista e l’impresa di costruzione Cresta. “Palazzo Grillo diventa in buona parte un albergo che daremo in gestione con un bando pubblico, insieme con la parte dedicata ad attività congressuali o espositive. Pensiamo di far gestire congiuntamente le due parti a chi vincerà il bando che partirà nelle prossime settimane e ci auguriamo che entro qualche mese il nuovo gestore possa aggiungere un’offerta turistica di grandissima qualità al centro storico di Genova” ha detto Burlando. L’interesse degli operatori del settore è già altissimo.

palazzo del Grillo
palazzo del Grillo

La parte destinata ad albergo si estenderà tra il piano terra e il quinto piano con 25 stanze, quella espositiva, prenderà circa 400 metri quadrati tra parte del piano terra, dell’ammezzato e del primo piano nobile. Lo spazio espositivo avrà un’entrata indipendente al piano terra a lato dell’ingresso principale mentre alla zona alberghiera si accederà dall’androne del Palazzo. La ristrutturazione del palazzo nobiliare, iniziata nel marzo 2013, è stata commissionata da Arte Genova per un totale di 6 milioni 405 mila euro, derivanti da fondi ministeriali (5 milioni di euro), fondi di Arte Genova (1 milione 20 mila euro) e finanziamenti da privati, condominio (385 mila euro).

Gli ospiti dell’albergo, dopo l’atrio e la reception al piano terra, potranno accedere alle camere percorrendo lo scalone o utilizzando l’ascensore. La camere, per l’esistenza di ambienti di pregio spesso non frazionabili, hanno varie metrature, dalla più piccola, una singola di 11 metri quadrati, alla più grande, una junior suite, di circa 40. La sala colazione, con gli spazi per cucina e bar, è situata nel sottotetto del quinto piano. Da qui si accede al terrazzo con vista sulla cupola della Chiesa delle Vigne e sul campanile. Il volume dell’edificio è di 12.500 metri cubi e cinque piani separati da diversi ammezzati. Gran parte dei muri interni nascondono affreschi in parte coperti da pittura o carta da parati.

L’albergo avrà 25 stanze, di cui 5 suite, 9 camere singole e 11 camere doppie, con accesso dall’androne del Palazzo; la sala espositiva, al primo piano, si svilupperà su una superficie di circa 400 metri quadrati.
La struttura che è dotata di un salone per rappresentazioni, esecuzioni musicali, riunioni e conferenze, accessibile sia dallo scalone che dall’ascensore, ha un servizio igienico dedicato e un piccolo foyer. Il nuovo portone metallico a pochi metri dall’ingresso principale permette di accedere alle sale espositive attraverso una nuova scala che porta al primo piano nobile dove il percorso si snoda in una infilata di stanze, allineate lungo un unico asse e affacciate piazza delle Vigne.

Costruito nel 1545, palazzo Grillo venne inserito nel 1588 nell’elenco dei Palazzi dei Rolli. Fu sottoposto a vincolo della Soprintendenza nel 1934. Fino a 20 anni fa ha ospitato attività commerciali e abitazioni private, subendo un forte degrado. Il palazzo, di cinque piani, ha un volume di circa 12.500 metri cubi. Le zone di maggiore interesse artistico sono: al primo piano nobile le sale con gli affreschi di probabile attribuzione al Bergamasco; il salone dei busti al piano nobile con quattro busti in marmo e le pareti affrescate; la Cappella al secondo piano nobile completamente affrescata e di probabile attribuzione al Piola; le stanze al secondo piano nobile il cui affresco a soffitto è attribuito al Bergamasco.

Affresco
Affresco
(Due degli affreschi del palazzo. Molti altri sono ancora coperti perché i fondi non bastavano per il recupero e ri potranno restaurare non appena ci sarà il denaro necessario)

Sempre il Bergamasco è l’autore dei dipinti sul prospetto di Piazza delle Vigne dove l’artista ha creato un effetto insieme monumentale e arioso grazie al gioco di pieni e vuoti offerto dai timpani, dai marcapiani e dal portale a colonne scanalate.
Interessante e originale la distribuzione interna con cui, pur nelle dimensioni misurate della scala e del piccolo cavedio, attorno a cui tutto si articola, gli autori riescono a richiamare la grande stagione cinquecentesca con un percorso fatto di trasparenze e di suggestioni a cominciare dalla loggia affacciata sull’ampio e luminoso ingresso, fino alle colonne, balaustre e volte a crociera affrescate che guidano i livelli superiori.

Palazzo Grillo
(La facciata recuperata nel 2004)

La storia

Fatto costruire e decorare per conto del marchese Domenico Grillo nel 1545, sopra la loggia degli “alberghi” Grillo, Negrone e Vivaldi, il palazzo fu ampliato e dotato di un nuovo prospetto, ricco di decorazioni marmoree e affreschi, da Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco in collaborazione con Bernardo Spazio nel 1560, l’anno in cui morì Andrea Doria.

La sala dei busti e lo stemma
(Lo stemma del grillo, ispirato a un elemento decorativo del palazzo)

La dimora è molto ammirata per i cicli pittorici che animano gli interni, Sacrificio di Ifigenia e Storie di Psiche, e per gli ornamenti architettonici e figurativi, oggi quasi del tutto scomparsi, che il Bergamasco dipinse sul prospetto di piazza delle Vigne, creando un effetto insieme monumentale e arioso grazie al gioco di pieni e vuoti offerto dai timpani, dai marcapiani e dal portale a colonne scanalate. I prospetti sono stati restaurati in occasione del G8 di Genova, nel 2001.

Interessante e originale la distribuzione interna con cui, pur nelle dimensioni misurate della scala e del piccolo cavedio, attorno a cui tutto si articola, gli autori riescono a richiamare la grande stagione cinquecentesca con un percorso fatto di trasparenze e di suggestioni a cominciare dalla loggia affacciata sull’ampio e luminoso ingresso, fino alle colonne, balaustre e volte a crociera affrescate che guidano i livelli superiori.

Al piano nobile il ballatoio invita, col suo movimento espansivo, agli spazi di rappresentanza, segnalando e separando, con la doppia diramazione della scala, a rampe parallele e simmetriche, gli ambienti privati.

Palazzo del Grillo
Palazzo del Grillo
palazzo del Grillo
palazzo del Grillo

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