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Multe dei Nas per l’olio senza tappo anti rabbocco. Polemiche sulla legge

Multa da duemila euro comminata a tre dei dieci ristoratori controllati dai carabinieri del Nas nei giorni scorsi nel corso di una campagna di controlli appena cominciata e che toccherà molti pubblici esercizi che effettuano ristorazione, soprattutto nelle località tusistiche. Dal 25 novembre 2014, infatti, ristoranti, bar e pubblici esercizi devono presentare a tavola solo bottiglie d’olio d’oliva vergine ed extra vergine con tappo anti rabbocco. Lo stabilisce la legge 161/2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che all’articolo 18, comma 1 c) dice: “Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta”. La sanzione prevista varia da 1.000 a 8.000 euro, con confisca del prodotto. Una multa particolarmente salata per le imprese, in un momento di grave crisi, anche alla luce del fatto che la mancata presenza dello speciale tappo non significa affatto che il prodotto sia stato rabboccato o che sia stato adulterato. Pare, infatti, che nei tre casi riscontrati dal Nas a Genova, l’unico problema rilevato fosse proprio l’assenza del tappo anti rabbocco.
La legge italiana recepisce una normativa europea che ha faticato a “passare” per l’opposizione dei paesi del nord, in particolare Olanda e Inghilterra, che non hanno ravvisato particolare interesse dei consumatori per il provvedimento e sostengono che in questo modo si aumenta la quantità di rifiuti prodotti. I Paesi mediterranei, poi, anche spinti dalle associazioni degli agricoltori, hanno continuato il pressing e, alla fine, la normativa, seppure con ritardo, è passata. Ora il problema è che non è detto che l’olio di migliore qualità si trovi in bottiglie con tappi anti rabbocco, che hanno un costo alto. I piccoli produttori, come molti di quelli che producono in Liguria l’olio di olive taggiasche, faticano ad adeguarsi e le loro bottiglie non possono essere portate sulle tavole dei pubblici esercizi. I piccoli e medio-grandi frantoi dovrebbero munirsi di una tappatrice apposita e dovrebbero acquistare delle bottiglie studiate proprio per permettere l’aggancio del tappo, che è stato messo a punto da un’azienda italiana.
L’olio d’oliva è al primo posto nel mondo fra gli alimenti più suscettibili di adulterazione, secondo la classifica stilata dalla onlus statunitense US Pharmacopeial Convention. ”Affrontare il problema con il tappo anti-rabbocco al ristorante è un’azione di depistaggio – ha detto Aldo Cursano vice presidente nazionale di Fipe Confcommercio –. Le inchieste degli organi di controllo, ricorda ancora Cursano, documentano in modo inequivocabile che le frodi sull’olio si fanno altrove, non al ristorante, esso stesso vittima di un sistema di speculazione messo in pratica da imbottigliatori e produttori senza scrupoli”.

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