Facce de Zena 

Scompare a 67 anni il meteorologo Achille “Kiki” Pennellatore. Se ne va l’uomo della pioggia, ma soprattutto del sole

Ormeggiatore per mestiere (era andato in pensione nel 2018) a Portosole Sanremo, meteorologo per passione viscerale sin dalla più tenera età, per anni ha rappresentato il sicuro punto di riferimento per pescatori e diportisti non solo del ponente ligure. Il suo meteo veniva diffuso dai media del ponente, ma Achille era stato anche il meteorologo ufficiale del Corriere Mercantile per tanti anni

Finiva i suoi bollettini con una frase attribuita a Talleyrand: “Mai troppo zelo”. Il diplomatico francese l’avrebbe pronunciata a proposito dei funzionari del ministero degli esteri, che egli voleva fossero efficienti ma acritici esecutori dei suoi ordini, senza alcuna personale iniziativa. Ed era un po’ prendere in giro gli yesman della meteorologia. Erano, 35 anni fa, i tempi in cui il meteo ufficiale dell’Aeronautica attribuiva d’ufficio, puntualmente, almeno un paio di gradi in più a Imperia, che risultava d’inverno la più calda d’Italia, ottima meta per una vacanza fuori stagione.

Nemico del “meteo-spettacolo” e del “meteoterrorismo”, appassionato dell'”arte” della previsione, spiegava puntualmente ai giornalisti come le previsioni a medio lungo periodo fossero progressivamente meno attendibili, sorridendo quando qualcuno gli chiedeva un parere sui colleghi che sentenziavano a priori estati canicolari e inverni siberiani. Per questo suo tenere i piedi per terra, ogni tanto veniva preso di mira.

Era sposato con Marisa Martini, con la quale ha avuto due figli, Diego e Giada. Abitava a Sanremo e lavorava a Portosole. Sui social, oltre alla pagina ufficiale, aveva anche un account in cui si leggeva il cognome della madre Elsa, Coromines. Kiki (come tutti lo chiamavano a Sanremo) era anche un appassionato di storia del trasporto pubblico locale. Era malato da tempo e ha lottato come un leone per non cedere al male.

Era un punto di riferimento importante per tutti coloro che avevano bisogno di conoscere le future condizioni meteorologiche: pescatori e diportisti, ma anche istituzioni. Leggendaria la volta in cui a lui si rivolse Michael Schumacher che doveva correre il Gran Premio di Montecarlo a bordo di una Ferrari. Lui gli consigliò di montare gli pneumatici da pioggia e il grande corridore di F1 vinse a mani basse anche per quello, mentre gli altri concorrenti che avevano montato gomme da asciutto uscivano dalla pista o dovevano fermarsi ai box per cambiare le gomme.

Per noi, oltre al meteorologo di grandi capacità, scompare l’amico da ormai tanti anni. Non è facile lasciarlo andare, con la sua ironia, le sue fiammate di indignazione per il meteo-spettacolo, la sua passione per l’interpretazione delle mappe e dei segni della natura. Se ne va l’uomo della pioggia, ma soprattutto del sole.

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