diritti e sociale 

Life Support, la Croce Rossa allestisce un dormitorio alla Sala Chiamata: 50 brandine per i migranti

Dopo lo sbarco di 113 persone, la Croce Rossa ha gestito assistenza logistica e umanitaria. Chi non avrà concluso le procedure entro sera trascorrerà la notte nello spazio predisposto al porto, con i volontari CRI presenti

La Sala Chiamata del porto di Genova è stata allestita come dormitorio per le persone sbarcate dalla nave Life Support di Emergency che non riusciranno a completare le procedure entro la serata. La Croce Rossa garantirà assistenza anche durante la notte: sono state predisposte 50 brandine e altri volontari resteranno a disposizione. La nave è arrivata al Ponte Doria alle 6.30 con 113 persone soccorse nel Mediterraneo centrale.

Lo sbarco è stato coordinato dalla Prefettura, mentre la gestione operativa e logistica è stata affidata alla Croce Rossa. La procedura è cambiata dallo scorso giugno: il Comune non interviene più attraverso la Protezione civile e, tra i servizi comunali, sono presenti quelli sociali. La Prefettura ha inoltre commissionato al Comune i pasti, distribuiti dalla Croce Rossa: sono stati serviti il pranzo e la cena e sarà preparata anche la colazione di domani mattina.

La prima fase sanitaria si è svolta a bordo, con il personale dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, affiancato da un medico volontario della Croce Rossa. I casi considerati più gravi sono stati fatti sbarcare subito e affidati al servizio di emergenza sanitaria 118, che ha predisposto una tenda per le visite, con medici e infermieri. Alle attività ha partecipato anche una dottoressa volontaria della Croce Rossa. Le altre pubbliche assistenze sono rimaste a disposizione del 118.

Dopo l’identificazione da parte della polizia di Stato, le persone sono state seguite da una squadra del Comitato nazionale della Croce Rossa, arrivata da Roma. Il gruppo ha svolto ulteriori verifiche per individuare eventuali fragilità sanitarie e altre vulnerabilità, offrendo nel frattempo assistenza umanitaria. È poi intervenuta l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, che supporta le persone nella fase di accesso alle procedure per la richiesta di protezione.

Nel corso delle verifiche sono stati disposti due trasferimenti in ospedale. Una donna incinta è stata accompagnata al Galliera per precauzione ed è stata dimessa poco dopo, una volta esclusi problemi legati alla gravidanza. Un giovane di 21 anni è stato invece portato al San Martino per accertamenti, dopo che durante lo screening della squadra della Croce Rossa era emersa una pregressa tubercolosi non trattata. Entrambi i trasporti sono stati effettuati dalla Croce Rossa, che in quei momenti era l’unico servizio presente sul posto.

Per le operazioni sono stati attivati complessivamente 46 volontari del Comitato di Genova. Al momento dell’arrivo, riferisce il Comitato, erano presenti al molo 40 volontarie e volontari, tra personale sanitario, soccorritori e squadre logistiche incaricate di predisporre gli spazi e i materiali. Il gruppo ha ricevuto forniture dal Comitato di Genova Ponente, con sede a Voltri, e dal Corpo Militare Volontario della Liguria, che ha messo a disposizione le 50 brandine per il dormitorio.

La Croce Rossa ha sottolineato la necessità di coordinare il lavoro con le istituzioni e gli altri soggetti coinvolti, in un’attività che si affianca all’assistenza offerta durante tutto l’anno alle persone migranti, anche nei centri di accoglienza straordinaria. Per la notte, l’intervento proseguirà alla Sala Chiamata, in attesa che le procedure possano concludersi e che siano definiti i successivi trasferimenti.


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