Economia Sindacale 

Mermec diserta il tavolo al Ministero sulla cessione a Siemens: sciopero nazionale, protesta anche a Genova

La mobilitazione coinvolge le società del gruppo. In città è interessata la sede MerMecSTE di via Bombrini. I sindacati chiedono garanzie su piano industriale, occupazione e mantenimento delle sedi

Sciopero nazionale oggi nelle aziende del gruppo Mermec, dopo che la società non si è presentata al tavolo convocato il 20 ottobre dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere della cessione a Siemens. A Genova la mobilitazione riguarda i lavoratori della MerMecSTE nella sede di via Bombrini. Lo sciopero è stato proclamato unitariamente dalle federazioni dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil.

«La gravissima assenza al tavolo ministeriale dimostra ancora una volta la sprezzante disinvoltura con cui questa società si è sempre sottratta al confronto», afferma Viviana Correddu, segretaria Fiom Cgil di Genova. Correddu definisce il comportamento dell’azienda «unilaterale, spregiudicato e irrispettoso verso i lavoratori e oggi anche nei confronti del Ministero».

La mancata partecipazione all’incontro, secondo la Fiom, ha impedito di ottenere chiarimenti sull’operazione di cessione annunciata nei mesi scorsi e sulle sue ricadute. I sindacati chiedono risposte sul piano industriale, sul futuro delle sedi e sui livelli occupazionali, in una vertenza che riguarda oltre 1.700 persone.

La protesta si inserisce in una mobilitazione avviata a Genova nel corso dell’anno contro decisioni aziendali considerate penalizzanti e discriminatorie tra lavoratori dello stesso gruppo. Correddu contesta inoltre la posizione dell’azienda sul confronto sindacale: gli incontri con i rappresentanti dei lavoratori, sostiene, non sarebbero riconosciuti come avvio dei tavoli negoziali previsti dal contratto nazionale.

Le organizzazioni sindacali chiedono al Ministero di seguire la vertenza e di promuovere un confronto trasparente, con risposte concrete sul futuro del gruppo. «I lavoratori genovesi pretendono rispetto e non si tireranno indietro anche con nuove iniziative per fare chiarezza sul proprio futuro», conclude Correddu.


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