Ambiente 

Caccia, sabato il presidio davanti alla prefettura: «La fauna non è un bersaglio»

Le associazioni contestano la riforma della legge 157 del 1992, che a novembre è attesa al passaggio definitivo alla Camera. Appuntamento alle 15.30 in Largo Eros Lanfranco

Sabato 31 ottobre, alle 15.30, le associazioni animaliste e ambientaliste si ritroveranno davanti alla prefettura, in Largo Eros Lanfranco, per chiedere lo stop alla riforma della legge sulla caccia. Aderisce al presidio anche Europa Verde. Tra i promotori figurano Animalisti Genovesi, GAIA Animali e Ambiente – delegazione di Genova, AnimaLiberAction – delegazione di Genova, la Lega anti vivisezione (LAV) di Genova e Associazione Sparta.

Secondo le associazioni, la riforma potrebbe ampliare specie cacciabili, periodi e aree in cui è consentita l’attività venatoria. Le organizzazioni temono conseguenze gravi per la fauna selvatica e la biodiversità, oltre a rischi per la sicurezza delle persone. L’obiettivo del presidio è informare i cittadini e chiedere ai parlamentari di non approvare il provvedimento, atteso a novembre alla Camera per il passaggio definitivo.

«Non accettiamo che parchi, spiagge, aree protette e habitat fragili vengano trasformati in territori di caccia», dichiara Giorgia Parodi, co-portavoce provinciale di Europa Verde Genova. Parodi chiede il ritiro del disegno di legge e sostiene che la tutela dell’ambiente sia un dovere costituzionale. «La fauna non è un bersaglio e la natura non si negozia», aggiunge, annunciando la partecipazione alla mobilitazione insieme alle associazioni e alla società civile.

Al presidio aderirà anche Francesca Ghio, capogruppo comunale di Alleanza Verdi e Sinistra a Genova e consigliera delegata alle Politiche animali. Ghio contesta ogni misura che, a suo giudizio, indebolisca la protezione degli animali selvatici e della biodiversità: «Gli animali tutti non sono bersagli, trofei o strumenti di divertimento umano». E aggiunge: «La biodiversità si protegge, non si massacra».

Sono annunciati gli interventi dell’etologo Francesco De Giorgio, del presidente nazionale di GAIA Edgar Meyer, di Ugo Bettio, promotore del movimento «Se nulla importa, importerà», e di rappresentanti locali delle associazioni animaliste e ambientaliste. Le organizzazioni promotrici definiscono la riforma una minaccia per la fauna e chiedono ai parlamentari di non cedere, come sostengono, agli interessi della lobby venatoria.


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