formazione Sanità 

La scuola in corsia al Gaslini: cinquant’anni accanto ai bambini ricoverati

Dall’infanzia alle superiori, il servizio accompagna ogni anno migliaia di studenti durante le cure e, quando serve, anche dopo le dimissioni

Cinquant’anni di lezioni tra corsie, camere e aule, per permettere a bambini e ragazzi di continuare a studiare anche durante il ricovero. La Scuola in Ospedale dell’Istituto Giannina Gaslini, nata nel 1976 come prima esperienza di questo tipo in Italia, ha celebrato il suo anniversario con due giornate dedicate alla storia del servizio e alle sfide future.

Nell’anno scolastico 2025-2026 sono stati seguiti 3.767 studenti: 1.385 della scuola dell’infanzia, 1.850 della primaria, 250 della secondaria di primo grado e 282 delle superiori. Nel corso della sua storia, il servizio ha raggiunto anche oltre 10 mila alunni in un solo anno scolastico. La scuola è garantita dall’Istituto comprensivo Sturla, per infanzia, primaria e medie, e dall’Istituto di istruzione secondaria superiore Eugenio Montale per le scuole superiori.

Per il presidente dell’Istituto Giannina Gaslini, Edoardo Garrone, l’anniversario racconta una concezione della cura che considera la vita del bambino nel suo insieme: non soltanto la malattia, ma anche la crescita, le relazioni e il futuro. La continuità scolastica, ha sottolineato, aiuta a conservare una parte importante della quotidianità e tutela un diritto fondamentale. Un lavoro possibile grazie alla collaborazione tra insegnanti e professionisti dell’ospedale.

La vicepresidente della Regione Liguria e assessora alla Scuola Simona Ferro ha ricordato che il servizio offre agli studenti non solo continuità didattica, ma anche relazioni e un legame con la vita di tutti i giorni. La sindaca di Genova Silvia Salis ha evidenziato come il ricovero modifichi la quotidianità dell’intera famiglia e possa aggiungere alla preoccupazione per la salute quella di restare indietro con la scuola o di sentirsi lontani dai compagni. Per questo, ha detto, l’insegnamento viene adattato ai tempi e alle necessità di ciascun alunno.

Negli ultimi cinquant’anni sono cambiate le possibilità di cura e, con esse, i bisogni dei piccoli pazienti. Il direttore generale del Gaslini, Renato Botti, ha spiegato che molti percorsi assistenziali sono oggi lunghi e complessi e richiedono attenzione anche agli aspetti educativi, psicologici e relazionali. La scuola contribuisce a mantenere un collegamento con la vita fuori dall’ospedale e viene considerata parte del percorso di cura.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, Antimo Ponticiello, ha richiamato il valore della collaborazione tra istruzione e sanità, ricordando anche il ruolo dell’Istituto per le tecnologie didattiche del Consiglio nazionale delle ricerche. Il sostegno educativo, ha aggiunto, può proseguire a domicilio dopo il ricovero, grazie ai percorsi di istruzione domiciliare.

Le modalità di insegnamento cambiano in base alla durata e alla complessità delle cure: si va dai ricoveri diurni alle degenze brevi, fino a quelle che superano i quindici giorni. Gli insegnanti della primaria operano stabilmente in quindici reparti e possono intervenire anche negli altri su richiesta del personale sanitario. Le lezioni si svolgono in aula, in reparto, in camera o durante i ricoveri diurni, individualmente o in piccoli gruppi, tenendo conto della scuola frequentata e delle condizioni psicofisiche dello studente.

Per i più piccoli, il percorso educativo può passare dal gioco, dal disegno, dalle attività espressive e dalle storie. Con i ragazzi più grandi il lavoro punta anche a recuperare le attività scolastiche, mantenere i rapporti con i compagni e facilitare il rientro nella scuola di provenienza. Se necessario, gli studenti possono essere valutati e sostenere in ospedale gli esami previsti dal proprio percorso.

Il supporto può continuare anche dopo le dimissioni. L’istruzione domiciliare è rivolta a chi, per malattia, trauma o terapie, non può ancora tornare in classe. Può coinvolgere anche studenti arrivati da altre regioni e ospitati temporaneamente nelle strutture del Gaslini.

Nel tempo, alla didattica tradizionale si sono aggiunti laboratori, attività creative, strumenti multimediali e collegamenti a distanza. Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid, la scuola ha adattato modalità e strumenti per mantenere la continuità delle lezioni anche in condizioni particolarmente complesse.

Il cinquantesimo anniversario è stato celebrato il 22 e 23 ottobre con il convegno “La scuola al Gaslini: cinquant’anni di inclusione, cura, relazioni e apprendimento”. La prima giornata, a Villa Quartara, ha ripercorso le tappe del servizio e discusso le prospettive future; il 23 ottobre l’Aula Magna dell’ospedale ha ospitato la cerimonia istituzionale. Tra i presenti la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, il presidente del Consiglio comunale di Genova Claudio Villa e l’arcivescovo di Genova Marco Tasca. Durante la mattinata è arrivato anche un messaggio del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts