Ex Ilva, resta il limite dei 280 cassintegrati in attesa del vertice. Finisce il presidio al Colombo

Dopo la nota del Ministero del Lavoro, gli operai hanno lasciato l’aeroporto e sono rientrati in fabbrica. Il confronto a Palazzo Chigi è fissato per il 27 ottobre. L’autorizzazione alla cassa integrazione straordinaria è valida fino al 28 febbraio 2027

I lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano hanno tolto nel tardo pomeriggio il presidio dall’aeroporto Cristoforo Colombo. La decisione è arrivata dopo la diffusione di una nota del Ministero del Lavoro, letta ai dipendenti durante l’assemblea da Armando Palombo, delegato sindacale dello stabilimento. Gli operai sono ripartiti verso la fabbrica con i propri mezzi, al termine di una giornata di mobilitazione iniziata con l’occupazione dello scalo.

Il documento, datato 19 ottobre, chiarisce che le parti saranno convocate per la nuova procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria soltanto dopo il 27 ottobre. In quella data è previsto a Palazzo Chigi un incontro tra il Governo e le organizzazioni sindacali per discutere della situazione dell’azienda e delle ricadute sui livelli occupazionali. La procedura era stata avviata il 14 ottobre dai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
«Una soluzione che conferma le ragioni della protesta – commenta Alessandro Pagano segretario generale Camera del lavoro -. Confidiamo che gli approfondimenti già in programma il 27 ottobre a Palazzo Chigi ristabiliranno la coerenza tra i carichi di lavoro confermati per gli impianti di Genova con il documento di mercoledì scorso e la programmazione dell’eventuale ricorso ai nuovi ammortizzatori sociali. Fino ad allora valgono i provvedimenti di Cigs in essere e, in ogni caso, la continuità produttiva per lo stabilimento di Cornigliano. Purtroppo, anche questa volta è stato necessario ricorrere ad una forte mobilitazione per ripristinare soluzioni equilibrate e coerenti. Questo conferma ancora una volta la necessità di mantenere ancora altissima l’attenzione in una vertenza che sarà lunga e complessa»

Nell’attesa, la società dovrà attenersi ai numeri e alle condizioni stabiliti dal decreto della Direzione generale degli ammortizzatori sociali del 5 giugno 2026. Il provvedimento autorizza la cassa integrazione straordinaria fino al 28 febbraio 2027. Secondo la lettura illustrata da Armando Palombo, per lo stabilimento di Cornigliano questo significa mantenere il ricorso all’ammortizzatore per 280 dipendenti, senza estenderlo agli 870 lavoratori inizialmente indicati nella nuova richiesta.
È su questo punto che si è concentrata la protesta. I lavoratori contestano l’ipotesi di coinvolgere quasi tutto il personale, 870 persone su 915, sostenendo che fermare la produzione a Genova non sia tecnicamente possibile. Per Palombo, il chiarimento arrivato dal Ministero rappresenta un risultato della mobilitazione, ma non chiude la vertenza: la discussione sul futuro dello stabilimento e sull’occupazione dovrà proseguire al tavolo del 27 ottobre.
La nota ministeriale riferisce inoltre che la convocazione per la nuova procedura avverrà soltanto dopo il vertice di Palazzo Chigi: fino ad allora, Acciaierie d’Italia dovrà rispettare le condizioni del decreto attualmente in vigore. È questa precisazione ad aver permesso ai lavoratori di interrompere il presidio, senza considerare conclusa la battaglia.
Nel corso dell’assemblea è stata annunciata anche un’iniziativa per giovedì 22 ottobre: in fabbrica sarà rappresentato uno spettacolo teatrale dedicato a Guido Rossa. L’appuntamento, secondo quanto riferito da Armando Palombo, sarà aperto ai lavoratori, alle loro famiglie e alle autorità istituzionali.
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