Montale diventa una guida per scoprire Genova: 14 tappe dalla stazione al mare

È partito “Di Genova in Genova”, il progetto che intreccia letteratura, musica e cinema. Il primo itinerario è dedicato a Eugenio Montale: si può seguire gratuitamente online, insieme alla guida con oltre cinquanta fotografie d’epoca

Una città da attraversare seguendo le tracce di chi l’ha vissuta, raccontata e trasformata in immaginario. È l’idea alla base di “Di Genova in Genova. Percorsi d’autore in città”, il progetto promosso dall’Università e dal Comune di Genova con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Presentata il 10 ottobre a Palazzo Ducale, nell’ambito di Book Pride, l’iniziativa comincia con un percorso dedicato a Eugenio Montale e punta a costruire una rete di sette itinerari tra letteratura, musica e cinema.

Il primo si chiama “Genova di Montale” e propone quattordici tappe nei luoghi legati alla vita e all’opera del poeta. Nato a Genova nel 1896, nel 130° anniversario della nascita, Montale visse in città fino al 1927. Il percorso ne ripercorre gli anni genovesi e restituisce il volto di una città che riaffiora nei versi, nei racconti e nei ricordi: una Genova osservata con partecipazione, ma senza nostalgia convenzionale, fatta di scorci riconoscibili, luoghi cambiati e angoli ormai scomparsi.
Il tragitto parte dalla Stazione Principe, passa da Corso Dogali, Largo della Zecca, piazza di Pellicceria, Sottoripa e Caricamento, quindi raggiunge via Caffaro e la funicolare Sant’Anna. Prosegue verso il Giardino d’Italia, Galleria Mazzini, il Carlo Felice e la vecchia Biblioteca Berio, per poi spingersi a levante, da via Maragliano alla foce del Bisagno, al Lido d’Albaro e ai Bagni di Quarto. Il viaggio alterna tratti a piedi e spostamenti con i mezzi pubblici; la funicolare Sant’Anna è temporaneamente in attesa della riapertura dopo la manutenzione.
Ad accompagnare i visitatori c’è la guida “Genova di Montale”, scritta da Alessandro Ferraro, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova e ideatore del progetto. Il volume, pubblicato da Il Palindromo, comprende una mappa estraibile e oltre cinquanta fotografie d’epoca. Non è soltanto uno strumento per orientarsi: accosta luoghi e pagine, ricostruendo gli ambienti attraversati dal poeta e facendo emergere anche episodi minuti, incontri e personaggi.
L’itinerario evoca i rapporti con altri poeti, da Camillo Sbarbaro a Valery Larbaud, e le figure femminili che attraversano la biografia e l’immaginario montaliano, da Irma ad Annetta fino a Esterina. Accanto ai teatri, alle biblioteche, ai caruggi e agli scagni, compaiono la circonvallazione a monte e gli stabilimenti sul mare. Ci sono anche dettagli quotidiani: il cantastorie Carubba con il suo organino, le pause con un biscotto del Lagaccio o una fetta di torta pasqualina. Una passeggiata che invita a guardare la città con la curiosità di chi cerca le storie nascoste dietro ciò che incontra.
La guida cartacea si affianca a una web app gratuita, disponibile su https://www.digenovaingenova.it/. Sviluppata da Heritage, raccoglie tappe geolocalizzate e contenuti audio e video, così da poter seguire il percorso direttamente sul posto o consultarlo da remoto. Sono inoltre previsti pieghevoli con le indicazioni essenziali, disponibili negli uffici turistici. Il progetto dichiara un’attenzione all’accessibilità dei contenuti per persone con disabilità visiva e uditiva; gli strumenti digitali offrono inoltre informazioni utili a chi ha esigenze di mobilità.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra ricerca, didattica e divulgazione. Le studentesse e gli studenti sono coinvolti in più fasi del lavoro: dalla grafica alle traduzioni, dalla progettazione didattica ai contenuti per il web e ai materiali multimediali. Veronica Pesce, docente dell’Università di Genova e ideatrice del progetto, ha presentato gli itinerari come un’occasione per rileggere luoghi conosciuti da prospettive nuove e sperimentare forme diverse di educazione al territorio.
Durante la presentazione, la sindaca Silvia Salis ha sottolineato il valore di un progetto nato dalle competenze e dall’energia delle giovani generazioni, capace di mettere in rete Università, istituzioni e città. Il rettore Federico Delfino ha evidenziato il ruolo dell’Ateneo nel trasformare la ricerca in un’esperienza accessibile e condivisa, rafforzando il legame tra formazione, cultura e società. Sono intervenuti anche Micaela Rossi, presidente della Scuola di Scienze umanistiche, Laura Stagno, vicedirettrice del Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo, e Nicoletta Viziano, consigliera della Fondazione Compagnia di San Paolo.
“Genova di Montale” è il primo tassello di una rete che in seguito includerà percorsi dedicati a Giorgio Caproni e ad altri autori e autrici, alla canzone d’autore, alla musica storica e al cinema. L’obiettivo è offrire a residenti, visitatori e scuole un modo diverso di conoscere il territorio: non solo attraverso monumenti e opere d’arte, ma anche con le storie, le voci e le immagini che hanno contribuito a costruire l’identità della città.
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