Ambiente Animali 

È iniziata la caccia al cinghiale, tra peste suina e richieste di chiarimenti delle associazioni animaliste

Il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista chiedono che siano resi pubblici i dati scientifici alla base delle battute collettive. In Liguria la stagione è prevista fino al 31 gennaio 2027. Il piano per il 2026 indica un contingente complessivo di 14mila capi

La caccia al cinghiale in forma collettiva è ripartita in Liguria giovedì 1° ottobre, mentre la peste suina africana continua a circolare. Il calendario venatorio regionale fissa la chiusura al 31 gennaio 2027 e subordina l’attività al rispetto delle misure in vigore per contrastare il virus.

La ripresa delle battute arriva in un periodo segnato anche da siccità e incendi, condizioni che hanno messo sotto pressione la fauna selvatica. A contestare la scelta sono il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista, che chiedono alle istituzioni di spiegare su quali valutazioni si fondi la compatibilità tra caccia collettiva e contenimento dell’epidemia.

Il richiamo alle indicazioni dell’Autorità europea

Le due associazioni richiamano le indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). In un parere scientifico sulla peste suina africana, l’ente afferma che durante un’epidemia andrebbero evitate le attività che possono aumentare gli spostamenti dei cinghiali, citando tra gli esempi le battute di caccia intensive. La valutazione dell’EFSA considera però misure diverse a seconda della fase e dell’area interessata: la riduzione della popolazione può rientrare nelle strategie di controllo, mentre nelle zone di trasmissione attiva è indicata particolare cautela per limitare i movimenti degli animali.

È su questa distinzione che il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista chiedono un chiarimento pubblico. Secondo le associazioni, occorre rendere disponibili i dati e le valutazioni scientifiche con cui il Commissario straordinario e gli assessori regionali competenti ritengono le battute collettive compatibili con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus.

I dati e il contingente previsto

L’ultimo aggiornamento dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, riferito al 27 settembre, segnala 1.385 casi positivi tra i cinghiali in Liguria, due in più rispetto al bollettino precedente. Nell’insieme di Liguria e Piemonte i positivi sono 2.220; i focolai negli allevamenti suinicoli risultano dieci.

Per il 2026 il piano commissariale indica per la Liguria un contingente complessivo di 14mila cinghiali, sommando caccia collettiva, selezione e attività di controllo. Si tratta di un obiettivo di prelievo articolato tra modalità diverse, non del numero di animali già abbattuti.

Le associazioni chiedono quindi che il confronto non si limiti al numero complessivo previsto, ma consideri anche come e dove avvengono gli interventi. La Regione, dal canto suo, ha stabilito che la caccia a squadre prosegua fino al 31 gennaio, nel rispetto delle misure di contrasto alla peste suina africana.


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