Salone Nautico, Silvia Salis dopo l’esclusione dal taglio del nastro: «È il brand che identifica Genova nel mondo»

La sindaca dice di non voler alimentare polemiche e richiama il carattere di servizio degli incarichi pubblici. Nel suo intervento all’inaugurazione ha parlato del legame tra la città e il mare, dei numeri della manifestazione, del lavoro e del futuro del Salone

Dopo non essere stata chiamata sul palco per il taglio del nastro della 66ª edizione del Salone Nautico, la sindaca Silvia Salis ha scelto di non trasformare l’episodio in uno scontro istituzionale. Ha ricordato che gli incarichi pubblici sono temporanei e devono essere esercitati nell’interesse delle istituzioni e delle persone rappresentate, non come posizioni personali. La mancata presenza sul palco le è dispiaciuta, ha ammesso, ma ha detto di non voler fare polemica. Ha anche osservato che, se l’obiettivo fosse stato distogliere l’attenzione dalla manifestazione, a suo giudizio non sarebbe stato raggiunto.

Sul palco, al momento del taglio del nastro, erano saliti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Regione Marco Bucci e il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti. La sindaca è intervenuta nel corso della cerimonia inaugurale, dedicando il suo discorso al rapporto tra Genova, il mare e il Salone. Un legame che, nelle sue parole, deve tradursi in una strategia capace di unire infrastrutture, attività economiche e partecipazione cittadina.
«Il Salone Nautico è il brand che identifica Genova nel mondo e del quale siamo tutti orgogliosi. Il Salone Nautico e Genova sono un binomio indissolubile», ha detto Salis. La città, ha proseguito, sta ricostruendo il proprio rapporto con il mare attraverso una nuova visione urbanistica, il futuro Piano regolatore portuale e gli interventi infrastrutturali del Waterfront di Levante, che ospita la manifestazione.
La sindaca ha collegato questa trasformazione anche ai dati dell’edizione appena inaugurata: oltre mille imbarcazioni esposte, 215 novità assolute, il 4% di spazi in acqua in più e una superficie complessiva superiore ai 200 mila metri quadrati. Tra gli interventi e i progetti che guardano oltre la fiera ha citato la Casa della Vela e il futuro Centro del mare, immaginato come luogo per raccontare l’innovazione e le prospettive della città.
La crescita del Salone, secondo la sindaca, dipende anche dalla capacità di disporre di spazi adeguati e di una collocazione favorevole nel calendario internazionale. La scelta di tornare a ottobre dovrebbe lasciare maggiore respiro rispetto agli appuntamenti di Monaco e Cannes e aiutare Genova ad attrarre le grandi imbarcazioni e nuovi visitatori. «Vogliamo costruire un teatro perfetto, anno dopo anno, superando le difficoltà», ha affermato, paragonando il progetto a quello delle grandi città che adattano le proprie strutture agli eventi.
La sindaca ha insistito anche sull’obiettivo di rendere il Salone più accessibile a chi vive la città e non possiede una barca. A questo scopo ha indicato la Blue Arena, spazio gratuito al Palasport dedicato alla nautica da diporto, alla formazione e alle attività rivolte al pubblico. Ha ricordato inoltre il Fuori Salone e il biglietto ridotto per gli under 35 previsto il 2 ottobre, giornata in cui è in programma il dj set di Novah al Porto Antico. L’intenzione, ha spiegato, è fare in modo che l’evento coinvolga le famiglie, i giovani e le persone che frequentano il mare anche con imbarcazioni di piccole dimensioni.
Una parte dell’intervento è stata dedicata al lavoro. Salis ha invitato la platea a rivolgere un applauso ai dipendenti Ericsson presenti all’esterno del Salone, impegnati nella protesta contro la procedura di licenziamento che riguarda 131 lavoratori. Ha espresso vicinanza alle persone coinvolte e ha richiamato il peso della cantieristica navale italiana, indicando in circa 170 mila gli occupati del settore. Per la sindaca, il legame di Genova con il mare riguarda infatti non soltanto la cultura e la bellezza, ma anche l’occupazione e la dignità del lavoro.
Guardando al futuro, Silvia Salis ha parlato della possibilità di costruire un percorso professionale per gli equipaggi delle imbarcazioni, ispirato al modello di Antibes. L’obiettivo sarebbe attirare a Genova giovani marinai e professionisti del diporto durante la stagione invernale, favorendo una presenza stabile anche quando le barche sono ferme per manutenzione nei cantieri cittadini. La sindaca ha ringraziato la presidente Vitelli per lo spunto e ha indicato nella permanenza di questi lavoratori un’occasione per rafforzare la dimensione internazionale della città.
In chiusura, la sindaca ha riportato il discorso alla storia commerciale di Genova e al ruolo del Salone come vetrina internazionale. Ha ribadito la volontà dell’amministrazione di difendere la manifestazione e di lavorare perché continui a crescere in città: «Vogliamo che resti qua, vogliamo che diventi sempre di più il più grande del mondo».
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