Sant’Olcese, raggirato con la scusa di una rapina: rubato a un anziano un bracciale d’oro, due arresti della Squadra Mobile

La Polizia di Stato ha fermato i due uomini e recuperato il gioiello, restituito al proprietario

Un falso controllo sui preziosi, orchestrato con la storia di una rapina in gioielleria, si è concluso con il furto di un bracciale d’oro a un anziano di Sant’Olcese. La Polizia di Stato ha arrestato due uomini, di 27 e 28 anni, con l’accusa di furto in abitazione in concorso. Il gioiello, recuperato durante un controllo a Genova, è stato riconosciuto e restituito al proprietario.

La vicenda è emersa ieri, durante un servizio di osservazione della Squadra Mobile nelle zone di Marassi e Staglieno, predisposto per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane. Intorno alle 12.50 gli agenti hanno fermato in via Bobbio un’auto presa a noleggio con a bordo i due uomini. Nell’abitacolo hanno notato diversi capi d’abbigliamento, tra cui cappelli e occhiali, compatibili con il travisamento usato in questo tipo di raggiri. Sotto il sedile del passeggero è stato trovato un bracciale d’oro dall’aspetto antico. I due avrebbero fornito spiegazioni discordanti sulla sua provenienza.
Poco dopo è arrivata la segnalazione di una tentata truffa a Sant’Olcese. L’anziano ha raccontato che un sedicente appartenente alle forze dell’ordine lo aveva chiamato per dirgli che la sua auto era stata segnalata nell’ambito di una rapina in una gioielleria genovese. Gli aveva annunciato l’arrivo di un perito incaricato di verificare i preziosi custoditi in casa.
L’uomo aveva raccolto gli oggetti d’oro e li aveva messi su un tavolo. Quando il presunto perito si è presentato, però, gli ha chiesto di mostrare il tesserino di riconoscimento. Non avendolo, il visitatore è stato allontanato. Nel frattempo un complice, rimasto al telefono, avrebbe cercato di distrarre la vittima e di convincerla a consegnare i preziosi, anche minacciando di sequestrarli.
Dopo che l’uomo se n’è andato, l’anziano si è accorto che mancava un bracciale, a cui era legato anche un particolare valore affettivo. La descrizione del gioiello corrispondeva a quello trovato poco prima nell’auto fermata in via Bobbio. Una volta identificato, il bracciale è stato restituito al proprietario.
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