Daneo, centinaia in piazza contro il decreto Valditara: «La scuola che esclude è incostituzionale»

Genitori, insegnanti, associazioni e rappresentanti politici hanno contestato la rimozione dello striscione multilingue “Qui nessun* è stranier*”. La protesta si è allargata al decreto sul tetto agli alunni stranieri nelle classi e alle parole del presidente ligure Marco Bucci, che ha definito l’episodio un “misunderstanding”

«La scuola che esclude è incostituzionale». Lo striscione ha aperto il presidio di stamani in piazza della Meridiana, davanti alla scuola Daneo, a Genova. Centinaia di persone si sono radunate con cartelli e striscioni per protestare contro la rimozione, la scorsa settimana, del messaggio antirazzista multilingue “Qui nessun* è stranier*”, esposto all’ingresso dell’istituto.

La vicenda si intreccia con la contestazione delle nuove regole sulla composizione delle classi. Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, introduce un limite del 30% per alcune categorie di alunni con cittadinanza non italiana, sulla base di criteri legati alla frequenza pregressa del sistema scolastico italiano.

A organizzare il presidio sono stati genitori e insegnanti. Francesca Pastore, presidente dell’associazione dei genitori della Daneo, ha rivendicato il valore educativo dell’inclusione e ha ricordato che la manifestazione si è svolta mentre gli alunni erano in classe con le loro maestre e i loro maestri, rispondendo così alle accuse di strumentalizzazione dei bambini avanzate dal ministro Giuseppe Valditara.
«La presenza di persone che vengono da Paesi diversi è una ricchezza, non rallenta l’apprendimento», ha sostenuto Pastore. La presidente dell’associazione ha inoltre descritto le attività che la scuola promuove da anni per favorire la partecipazione delle famiglie: colazioni e merende condivise, uscite didattiche e raccolte di materiale scolastico.
Al microfono si sono alternate anche voci di ex insegnanti e genitori. Una ex maestra ha ricordato i laboratori linguistici organizzati da tempo alla Daneo, aperti a tutti gli alunni, italiani e non. «Dividere i bambini è una bestemmia pedagogica», ha detto, sostenendo che l’apprendimento della lingua può essere un percorso comune, anziché uno strumento per separare gli studenti.
Al presidio ha aderito anche l’Ordine degli psicologi della Liguria, che ha chiesto di valutare le scelte riguardanti infanzia e adolescenza sulla base delle loro conseguenze concrete sui più giovani e nel rispetto del diritto all’istruzione e del principio di uguaglianza richiamati dalla Costituzione. La Camera del Lavoro di Genova ha ribadito che la scuola deve restare un luogo di accoglienza, confronto e partecipazione. In piazza erano presenti sindacati e associazioni del territorio, insieme all’assessora comunale alla scuola Rita Bruzzone, all’assessore alla Cultura Giacomo Montanari e al vicesindaco Alessandro Terrile.
Tra i rappresentanti politici c’era il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, che ha annunciato l’intenzione di portare la vicenda in Parlamento e di chiedere chiarimenti sulla rimozione dello striscione. Pirondini ha contestato il tetto agli alunni stranieri, sostenendo che alla scuola servano soprattutto più docenti, mediatori culturali, laboratori linguistici e risorse per l’inclusione.
Il consigliere regionale del Partito Democratico Simone D’Angelo ha definito la partecipazione un monito a difesa di una scuola aperta, mentre l’eurodeputato Brando Benifei, anch’egli del Partito Democratico, ha criticato le parole di Valditara sullo striscione, sostenendo che educare alla convivenza e ai principi costituzionali non sia un’attività di parte. In una nota, la Camera del Lavoro ha richiamato il diritto allo studio e la non discriminazione come principi che devono orientare anche l’azione di governo.
Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, interpellato sulla vicenda, ha detto di essere dispiaciuto che i bambini usino gli asterischi, aggiungendo di dubitare che fossero stati loro a scrivere lo striscione. Ha definito la riforma «una cosa fatta bene» e l’accaduto un «misunderstanding».
Una lettura contestata dal capogruppo regionale del Partito Democratico Armando Sanna, secondo cui il dibattito non dovrebbe concentrarsi sull’asterisco, ma sulle risorse e sugli strumenti necessari per sostenere il lavoro delle scuole. La comunità della Daneo, ha detto, chiede ascolto e condizioni adeguate per promuovere inclusione e convivenza.
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