Dalla mafia alla comunità: in via della Maddalena apre un nuovo presidio di legalità

Inaugurato lo spazio “ApriMaddalena, un Mosaico Urbano”, bene confiscato alla criminalità organizzata. Per un anno sarà gestito da una rete di sette realtà con attività sociali, culturali, educative e di prossimità

Un bene confiscato alla criminalità organizzata cambia volto e torna a disposizione dei cittadini. È stato inaugurato oggi, in via della Maddalena 25R, “ApriMaddalena, un Mosaico Urbano”, progetto promosso dal Municipio I Centro Est attraverso un Patto di collaborazione per la gestione condivisa dell’immobile.

Il piccolo locale nel cuore del centro storico diventerà un punto di riferimento per il quartiere, con una presenza continuativa e un calendario di iniziative costruito dalla rete di associazioni e cittadini che ha partecipato al percorso avviato dal Municipio. Il progetto è nato da un avviso pubblico e da diversi mesi di coprogettazione, al termine dei quali sette realtà territoriali hanno scelto di lavorare insieme.

L’obiettivo non è limitarsi a conservare il valore simbolico dell’immobile, ma trasformarlo in uno spazio quotidianamente aperto alla città. All’interno saranno organizzati servizi di ascolto e orientamento, attività di mediazione interculturale, iniziative sull’educazione alla legalità, supporto nell’accesso ai servizi e nella gestione delle pratiche amministrative, momenti di sensibilizzazione ambientale e proposte culturali dedicate anche al fumetto e all’illustrazione.
Tra le attività previste ci sarà inoltre uno sportello psicologico. La gestione sarà coordinata attraverso un calendario condiviso, così da garantire una presenza il più possibile regolare e rendere il locale un punto di prossimità per chi vive, lavora o attraversa la Maddalena.
«Vedere un bene confiscato tornare a vivere, aperto alle persone e al quartiere, ha un significato molto concreto – dice l’assessora comunale alla Sicurezza Arianna Viscogliosi -. La sicurezza si costruisce anche così: facendo vivere gli spazi, creando relazioni, offrendo occasioni e servizi, soprattutto nei luoghi più delicati della città. Alla Maddalena ogni presenza positiva in più aiuta a rendere il quartiere più vivo e più sicuro».
«Un bene confiscato non può restare soltanto un simbolo: deve diventare un luogo vivo e accessibile», spiega Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est. Il Patto, aggiunge, è stato costruito per mettere in rete le competenze del territorio e fare dello spazio un presidio permanente di legalità, inclusione e partecipazione.
Il progetto è stato seguito anche da Andrea Visentin, assessore del Municipio I Centro Est con delega all’Antimafia, che ha evidenziato il valore concreto delle attività che prenderanno forma nel locale. Dai laboratori di fumetto all’aiuto per chi è appena arrivato in Italia, fino allo sportello psicologico, l’intenzione è offrire servizi reali e non soltanto testimoniare la provenienza del bene.
A rendere riconoscibile il nuovo presidio sarà anche l’intervento artistico realizzato sulla saracinesca. L’opera è stata promossa da Libera Genova e realizzata dagli studenti dell’Istituto comprensivo di Quarto. Il dipinto rivolto alla strada racconta la trasformazione di un luogo sottratto alla criminalità in uno spazio aperto, destinato alla comunità e alle relazioni.
Francesca Vablais, referente provinciale di Libera Genova, ha sottolineato che la restituzione di un bene confiscato non coincide semplicemente con il cambio di destinazione d’uso. Il passaggio decisivo avviene nel tempo, attraverso le persone che frequentano lo spazio, le attività che vi si svolgono e le relazioni che riesce ad attivare.
Il Patto avrà durata di un anno dalla sottoscrizione. Il Municipio metterà gratuitamente a disposizione il locale, sosterrà i costi delle utenze e offrirà supporto amministrativo e organizzativo. Il modello resta aperto a nuove adesioni da parte di associazioni, scuole, enti e singoli cittadini, con l’obiettivo di ampliare progressivamente le attività.
Tra i soggetti coinvolti ci sono anche Genoa Comics Academy e l’associazione AMA Maddalena. Andrea Piccardo, segretario di AMA Maddalena, ha spiegato che il fumetto e l’illustrazione saranno utilizzati come strumenti per coinvolgere le nuove generazioni, raccontare la realtà e stimolare consapevolezza sui temi sociali e sulla lotta alle mafie.
“ApriMaddalena” nasce così con una doppia funzione: presidiare il territorio e offrire opportunità. La sfida sarà mantenere aperto il locale, costruire una partecipazione stabile e fare in modo che il bene confiscato diventi davvero parte della vita quotidiana del quartiere.
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