Inceneritore in Liguria, comitati e associazioni diffidano Regione e ARLIR

La protesta nasce dall’avviso pubblicato ad aprile per raccogliere proposte di partenariato pubblico-privato sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. La rete chiede trasparenza, valutazione delle alternative e il coinvolgimento dei Comuni prima di qualsiasi decisione

Una rete di comitati e associazioni liguri annuncia una serie di iniziative contro l’ipotesi di realizzare in Liguria un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti, che i firmatari del documento interpretano come un inceneritore. Nel comunicato diffuso il 21 settembre, la rete contesta alla Regione Liguria e ad ARLIR, l’agenzia regionale che si occupa della pianificazione dei rifiuti, di avere avviato il percorso senza un confronto pubblico adeguato.

Il punto di partenza della protesta è l’avviso pubblicato da ARLIR il 15 aprile 2026 per raccogliere proposte di partenariato pubblico-privato finalizzate alla realizzazione dell’impianto. Il documento precisa che non si tratta di una gara, ma prevede comunque una selezione delle proposte, la possibilità di dichiarare il pubblico interesse e un eventuale successivo ricorso a una procedura di gara.

Secondo i comitati, proprio questo passaggio renderebbe necessario rendere pubblici fin dall’inizio tutti gli elementi del progetto, compresi il cronoprogramma, gli studi sulla localizzazione e le valutazioni sulle alternative tecnologiche. La rete sostiene invece che, al momento, l’unico atto accessibile sia l’avviso pubblicato ad aprile.
La critica riguarda anche l’impostazione complessiva della gestione dei rifiuti. I firmatari sostengono che la raccolta differenziata non sia stata portata a un livello adeguato e che non siano stati realizzati o programmati sufficienti impianti per il riciclo e il recupero di materia. In questa prospettiva, l’assenza di alternative verrebbe utilizzata per presentare la combustione dei rifiuti come una scelta obbligata.
Nel mirino finisce anche la situazione di Genova, dove la raccolta differenziata viene descritta come ancora incompleta. La rete contesta una politica fondata soprattutto su sanzioni e possibili aumenti della tassa sui rifiuti, senza un piano capillare che renda più semplice per i cittadini separare e conferire correttamente i materiali.
«La Liguria ha bisogno di una gestione seria dei rifiuti», è la posizione dei comitati, che chiedono però di valutare prima tutte le opzioni disponibili e di non trasformare la realizzazione di un nuovo impianto nell’unica risposta possibile. L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto pubblico prima che vengano assunte decisioni irreversibili.
La rete annuncia di avere predisposto un pacchetto di strumenti rivolti alle istituzioni e ai cittadini. Tra questi ci sono richieste di accesso civico, diffide, domande di audizione, adesioni per associazioni e singoli cittadini e una bozza di deliberazione da sottoporre ai Consigli comunali.
La richiesta rivolta ai Comuni è di ottenere la documentazione completa e di rivendicare un ruolo nella fase decisionale. I promotori chiedono inoltre che nessuna dichiarazione di pubblico interesse venga adottata senza un’istruttoria completa, pubblica e verificabile e che non venga avviata una gara prima che i territori interessati possano esprimersi.
Un capitolo specifico riguarda l’eventuale localizzazione a Scarpino. Nel documento la rete sostiene che l’area non avrebbe spazio disponibile per un nuovo impianto, anche in ragione della presenza delle strutture esistenti, e contesta le dichiarazioni e le scelte attribuite al presidente della Regione Marco Bucci. Le associazioni chiedono che la discussione non venga concentrata su un unico sito e che siano rese note tutte le ipotesi esaminate.
I firmatari collegano la questione dell’inceneritore anche alle possibili conseguenze ambientali e sanitarie. Nel comunicato non si oppongono, almeno formalmente, a ogni ipotesi impiantistica, ma chiedono che le decisioni siano assunte sulla base di dati pubblici, studi indipendenti, valutazioni sanitarie e un confronto effettivo con i Comuni e le comunità coinvolte.
A sostenere l’iniziativa sono numerosi comitati e associazioni presenti in tutta la Liguria, tra cui Italia Nostra, WWF Genova Città Metropolitana, Medici per l’ambiente-Isde, Attac, Extinction Rebellion, realtà ambientaliste, gruppi per la tutela della salute pubblica e comitati attivi nei diversi territori regionali.
La richiesta conclusiva è che il percorso venga portato alla luce prima di qualunque ulteriore passaggio amministrativo. «Non è una battaglia contro un impianto per principio», sostengono i promotori. «È la richiesta che, per una volta, si decida alla luce del sole».
Il documento è sottoscritto da Rete Liguria, Rete Cittadina “Insieme per la Salute di Tutti”, Collettivo Ponente Ligure, Rete Spazio Libero Malinverni, Associazione 25 Aprile Intemelia, Italia Nostra Onlus, Associazione Popoli in Arte ODV Sanremo, Medici per l’ambiente ISDE, Comitato Civico di Base di Taggia, Comitato Ambiente Salute Pubblica Imperia, Attac Imperia, Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute, Comitati Civici di Base della provincia di Imperia, Movimento indipendente dei Cittadini per Carignano, Culturambiente di Ferrania Cairo Montenotte, Comitato Nascere a Pietra, Comitato “No alla cementificazione di Nervi”, Fermiamo il Mostro – No al rigassificatore Savona, WWF Genova Città Metropolitana, Coordinamento per il Parco Nazionale Portofino, Coordinamento ligure per la gestione corretta dei rifiuti, Comitato Giù le mani dall’Entella Lavagna, Associazione Posidonia Portovenere La Spezia, Società della Cura, Rete Ambiente altro turismo La Spezia, Giustizia Sociale, Coordinamento No biodigestore, Collettivo Corpi Idrici, Comitato Sarzana che botta, Extinction Rebellion, Comitato per la dismissione del rigassificatore di Panigaglia, Attac Genova, Movimento Palmaria sì, masterplan no – Portovenere, Sos Salute Pubblica Liguria Ponente, Associazione Mare Libero Liguria, Comitato Difesa del Parco dei Forti e delle Mura di Genova, Comitato Giardini Malinverni, Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe, Comitato contro la cementificazione di Terralba, Opposizione Skymetro – Valbisagno Sostenibile, Comitato con i piedi per terra, Comitato Valpolcevera Resistente San Quirico, Comitato Vie Ardoino e Landi, Comitato SìTram Genova, Comitato Nervi 2022 No ZTL, Comitato spontaneo Trasta Fegino, Comitato Liberi cittadini di Certosa, Comitato Sotto il ponte Bisagno, Comitato Cittadini Banchelle, Comitato Donne di Cornigliano, Comitato Tutela Ambientale Genova, Comitato Acquasola, Comitato Sconquasse, Comitato Community Lagaccio, Comitato Estremo Ponente, Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino, Comitato Donne Soggetto Plurale, Circolo Nuova Ecologia, Circolo San Bernardo, Gruppo Aretè, AMA Associazione Abitanti Maddalena, Associazione Amici di Ponte Carrega, Associazione Mobilità Genova – MobiGe, Associazione Quelli del Ponte Morandi, Associazione Liguria a Sinistra, Associazione Come il Colibrì ODV e Associazione Gli Amici del Chiaravagna.
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