Un auditorium per Riccardo Damasio: il Matitone conserverà la memoria di un educatore visionario

La Giunta comunale ha approvato l’intitolazione dello spazio all’ex funzionario dei Servizi educativi, scomparso prematuramente nel 2021. La dedica sarà anche un omaggio a tutti i dipendenti comunali morti prima del tempo

L’Auditorium del Matitone sarà intitolato a Riccardo Damasio, funzionario del Comune di Genova che per anni ha lavorato nei servizi educativi e scolastici, distinguendosi per competenza, sensibilità e capacità progettuale.

La decisione è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone. L’intitolazione vuole ricordare Damasio, ma anche tutti i dipendenti comunali scomparsi prematuramente.
Damasio era stato responsabile dell’Ufficio Sistema scolastico e aveva coordinato il Laboratorio migrazioni di Palazzo Tursi. Laureato in Filosofia, diplomato in oboe al Conservatorio Niccolò Paganini e in musicoterapia, aveva lavorato anche come educatore dell’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Aveva inoltre contribuito alla nascita della Casa della Musica.
La sua scomparsa, avvenuta nel gennaio 2021 a 58 anni, aveva colpito profondamente il mondo della scuola, della cultura, della Protezione civile e dell’associazionismo genovese.
In quell’occasione Luca Borzani lo aveva ricordato come una persona capace di tenere insieme memoria e futuro, interpretando il lavoro pubblico come costruzione di opportunità per tutti. I colleghi della Protezione civile ne avevano sottolineato la discrezione, il rigore, la mitezza e la straordinaria capacità di ascolto: qualità che ne avevano fatto una presenza preziosa per l’amministrazione e per l’intera comunità.
Per Bruzzone, il Matitone è il luogo più adatto per custodire questa memoria: un auditorium destinato all’ascolto, al confronto e alla formazione, proprio come il lavoro svolto da Riccardo Damasio per costruire una scuola pubblica di qualità e una città più inclusiva.
La dedica diventerà così un riconoscimento permanente a una figura che ha trasformato le idee in progetti concreti, mettendo al centro infanzia, giovani, inclusione e pari opportunità.
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