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Trasporto pubblico, i Comuni strappano un nuovo confronto ad Amt: domani si ridiscutono orari e mezzi

Dopo la riunione di oggi con la Città metropolitana, le amministrazioni interessate dalla riorganizzazione del servizio extraurbano hanno ottenuto la convocazione immediata di un altro tavolo. Sul tavolo le corse da salvare, la disponibilità degli autobus e i maggiori contributi richiesti ai territori

Non si è chiuso con un accordo definitivo l’incontro di oggi sulla riorganizzazione del trasporto pubblico extraurbano gestito da Amt. I Comuni coinvolti hanno presentato osservazioni e richieste di modifica, ottenendo l’apertura di un nuovo confronto che si terrà già domani. L’obiettivo è riesaminare la tabella degli orari e la disponibilità dei mezzi, cercando soluzioni che riducano l’impatto del piano sugli spostamenti quotidiani dei cittadini.

Alla riunione hanno partecipato la sindaca metropolitana Silvia Salis, i rappresentanti della Città metropolitana di Genova, dell’Azienda mobilità e trasporti e delle amministrazioni interessate. Tra queste anche Sant’Olcese, rappresentato dal sindaco Sara Dante e dall’assessore ai Trasporti e al Bilancio Riccardo Oliva.

Il confronto ha riguardato una situazione che i Comuni seguono ormai da tempo e che ha già provocato disagi in numerosi territori dell’entroterra. Le amministrazioni hanno chiesto integrazioni e correzioni rispetto agli orari e all’organizzazione del servizio, sottolineando la necessità di garantire collegamenti compatibili con gli spostamenti per lavoro, studio, visite sanitarie e accesso ai servizi essenziali.

L’esito concreto della riunione è la convocazione di un nuovo tavolo per domani. Non si tratta ancora di una revisione approvata del piano, ma della riapertura della discussione sulle corse e sui mezzi disponibili. Le eventuali modifiche dovranno essere valutate tenendo conto delle difficoltà operative ed economiche dell’azienda, senza però scaricare interamente le conseguenze sugli utenti e sui bilanci delle amministrazioni locali.

Il fronte della protesta comprende 19 Comuni che hanno assunto una posizione congiunta contro la riorganizzazione. Nell’Alta Valpolcevera sono coinvolti Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese e Serra Riccò. Nelle valli Stura e Orba hanno contestato il piano Campo Ligure, Masone, Rossiglione, Tiglieto e Urbe, quest’ultimo appartenente alla provincia di Savona ma interessato dai collegamenti dello stesso bacino extraurbano.

Dalla Valle Scrivia hanno aderito Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia. Le amministrazioni chiedono di riconsiderare sia la riduzione delle corse sia l’aumento dei contributi economici richiesti agli enti locali per mantenere gli attuali livelli del servizio.

Osservazioni sono arrivate anche da altri territori. Bogliasco ha domandato più tempo per valutare nel dettaglio la proposta, mentre Santo Stefano d’Aveto ha criticato l’ipotesi di una contrazione del servizio indicata intorno al 33 per cento.

Il confronto di domani sarà quindi decisivo per capire se dalle richieste dei sindaci emergeranno modifiche effettive. Al momento resta aperta la partita sugli orari, sul numero delle corse e sulla ripartizione dei costi. I Comuni attendono ora risposte concrete, mentre le amministrazioni hanno annunciato che continueranno a seguire la trattativa e a informare i cittadini sugli sviluppi.


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