Il superyacht dell’ambasciatore americano fa tappa a Genova: Porto Antico blindato e protesta con lo striscione «Yankee go home»

Tilman J. Fertitta è arrivato con il Boardwalk nell’ambito del “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy tour”, iniziativa per i 250 anni dell’Indipendenza statunitense. Imponente il dispositivo di sicurezza, con le unità antiterrorismo della polizia di Stato. In giornata la contestazione del gruppo Risorgere Risorgere. In serata lo yacht ha lasciato Genova diretto verso La Maddalena

Tappa genovese per l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman J. Fertitta, arrivato al Porto Antico a bordo del suo superyacht Boardwalk nell’ambito del “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy tour”, il viaggio lungo le coste italiane organizzato per celebrare il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana.

Il Boardwalk, lungo 117 metri, è diventato in questi mesi la sede galleggiante dell’iniziativa diplomatica voluta dall’ambasciatore, che ha scelto di percorrere la Penisola facendo scalo in numerose città costiere e incontrando rappresentanti delle istituzioni, dell’economia e delle comunità locali. Il tour è stato inaugurato il 13 giugno a Civitavecchia e comprende, tra le altre, tappe a Napoli, Palermo, Venezia, Trieste, Genova e in Sardegna.

La presenza del diplomatico americano ha comportato anche a Genova un consistente dispositivo di sicurezza attorno all’area di ormeggio. Il Porto Antico è stato presidiato dalle forze dell’ordine e nel servizio sono state impiegate anche le unità operative di primo intervento della polizia di Stato, reparti specializzati utilizzati nei dispositivi antiterrorismo e nelle situazioni considerate ad alto rischio.
Misure analoghe hanno accompagnato il Boardwalk durante altre tappe italiane. A Trieste, per esempio, l’area attorno all’ormeggio era stata transennata e presidiata dalle forze dell’ordine, mentre a Venezia l’arrivo dello yacht aveva richiesto un dispositivo di sicurezza particolarmente articolato ed era stato accompagnato da manifestazioni di protesta.
Il viaggio di Tilman J. Fertitta nasce ufficialmente come iniziativa di diplomazia pubblica. L’obiettivo dichiarato dall’ambasciatore è celebrare i 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti e contemporaneamente mettere in evidenza i rapporti tra Italia e Stati Uniti attraverso incontri nelle città portuali e nelle regioni costiere. Secondo quanto comunicato al momento della partenza, l’ambasciatore finanzia personalmente il viaggio del Boardwalk.
La scelta di utilizzare un superyacht privato per una missione diplomatica ha però alimentato polemiche fin dall’inizio del tour. A Venezia alcune centinaia di persone avevano manifestato contro la presenza dell’ambasciatore e contro le politiche dell’amministrazione statunitense, mentre analoghe contestazioni si sono registrate successivamente a Trieste.
E una protesta, seppure di dimensioni molto più contenute, ha accompagnato anche la tappa genovese.
Il gruppo Risorgere Risorgere ha esposto uno striscione con la scritta «Yankee go home», rivendicando apertamente la propria ostilità nei confronti della presenza dell’ambasciatore americano. I contestatori, però, non sono riusciti ad avvicinarsi all’ormeggio del superyackt e hanno esposto il proprio striscione a Mura della Marina.
Nel comunicato diffuso dagli attivisti si parla della «giusta ostilità che ogni vero italiano dovrebbe provare verso i rappresentanti di quel regime terrorista-pedofilo-criminale». Espressioni particolarmente pesanti, che costituiscono evidentemente la posizione politica del gruppo. Gli attivisti attaccano inoltre quello che definiscono «il regime di Washington», accusandolo di organizzare «la destabilizzazione dei paesi liberi e lo sfruttamento delle sue colonie attraverso le ambasciate».
La contestazione genovese riprende, almeno nello slogan, quella avvenuta a Trieste il 23 luglio, quando un presidio di una cinquantina di persone aveva mostrato un grande striscione con la stessa scritta «Yankee go home» davanti al molo dove era ormeggiato il Boardwalk. In quell’occasione erano presenti gruppi pro Palestina e altre realtà politiche e associative.
Il tour ha assunto fin dall’inizio anche un forte valore simbolico. Tilman J. Fertitta aveva spiegato di avere scelto questa formula perché il 2026 rappresenta contemporaneamente il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti e l’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana. L’intenzione dichiarata era raggiungere anche città e territori più piccoli rispetto alle tradizionali sedi degli incontri diplomatici.
Genova figurava fin dall’annuncio iniziale tra le tappe previste, anche per il suo legame storico con Cristoforo Colombo e per il ruolo della città e del porto nelle relazioni economiche e marittime internazionali.
Il Boardwalk è ormai diventato l’immagine più riconoscibile del viaggio. Il superyacht, lungo 117 metri, ha attirato attenzione e polemiche praticamente in ogni porto nel quale è comparso, sia per le dimensioni sia per il dispositivo di sicurezza necessario durante la presenza a bordo dell’ambasciatore.
La tappa genovese si è conclusa questa sera. Dopo la permanenza al Porto Antico, il Boardwalk ha lasciato lo scalo e ha preso il mare in direzione di La Maddalena, proseguendo il viaggio verso la Sardegna.
Dietro la scia del superyacht resta così anche a Genova la doppia immagine che accompagna il “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy tour” fin dalla sua partenza: da una parte una missione presentata dall’Ambasciata americana come celebrazione dell’amicizia e dei rapporti tra i due Paesi, dall’altra le contestazioni di chi vede nel viaggio e nella figura dell’ambasciatore un simbolo della politica e della potenza statunitensi.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.