Emorragia durante l’intervento al polmone, 76enne muore al Villa Scassi: la Procura vuole capire cosa è successo

La segnalazione è partita dalla Rianimazione. Il paziente era stato sottoposto a una procedura endoscopica e sarebbe stato colpito da una grave perdita di sangue dopo la lesione di un vaso. Acquisite le cartelle cliniche, attesa l’autopsia

È stata la segnalazione partita dal reparto di Rianimazione a portare il caso all’attenzione della magistratura. La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta sulla morte di un uomo di 76 anni, deceduto il 14 agosto all’ospedale Villa Scassi dopo un intervento endoscopico al polmone.

Il procedimento è coordinato dal pubblico ministero Paola Calleri, che ha già disposto l’acquisizione della documentazione sanitaria relativa all’operazione e alle successive fasi dell’assistenza. Nelle prossime ore dovrebbe essere affidato anche l’incarico per l’autopsia, passaggio ritenuto fondamentale per accertare le cause esatte della morte e ricostruire quanto avvenuto durante la procedura.

Secondo gli elementi emersi in questa prima fase, nel corso dell’intervento sarebbe stato lesionato un vaso sanguigno, provocando un’emorragia. La dinamica è ancora oggetto di verifica e sarà proprio l’inchiesta a stabilire natura, origine e conseguenze della complicazione.
Quando la situazione si è aggravata sarebbero stati chiamati anche i chirurghi vascolari, intervenuti per tentare di contenere la perdita di sangue. Il 76enne è stato sottoposto a trasfusione e successivamente trasferito in Rianimazione, ma le sue condizioni non si sono stabilizzate e il decesso è avvenuto poco dopo.
A comunicare quanto accaduto all’autorità giudiziaria sono stati gli anestesisti del reparto. Da quella segnalazione sono partiti gli accertamenti che dovranno ora ricostruire nel dettaglio la sequenza dell’intervento, le manovre effettuate per fronteggiare l’emorragia e le condizioni cliniche del paziente prima e dopo la procedura.
Al momento l’apertura del fascicolo serve a consentire alla Procura di acquisire gli elementi necessari e non equivale all’accertamento di eventuali responsabilità. Saranno l’esame autoptico, l’analisi della documentazione clinica e gli eventuali approfondimenti tecnici a chiarire se la morte sia stata conseguenza di una complicanza della procedura oppure se emergano altri profili da approfondire.
Il decesso del Villa Scassi arriva a breve distanza da un altro caso avvenuto a Genova. All’inizio di agosto una donna di 60 anni era morta all’ospedale San Martino durante una biopsia polmonare. Nel corso dell’esame era insorta un’emorragia che si era rivelata fatale.
Per quella vicenda il pubblico ministero Valentina Grosso aveva aperto un’indagine e disposto l’iscrizione, come atto dovuto, del primario e di uno specializzando. I due episodi restano distinti e vengono esaminati in procedimenti separati.
Per il caso del Villa Scassi, l’attenzione degli investigatori è ora concentrata sulle ore trascorse tra l’inizio dell’intervento e il trasferimento in Rianimazione. È in quella finestra temporale che dovrà essere ricostruito con precisione ciò che è accaduto e verificato se ogni fase dell’assistenza sia stata gestita correttamente.
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