Lagaccio, ciclista fatto cadere e aggredito: la Squadra Mobile sulle tracce di cinque uomini. Indagini sul movente

Nuovi elementi sull’aggressione avvenuta ieri in via del Lagaccio. Il gruppo sarebbe arrivato in auto, avrebbe fatto cadere il trentacinquenne dalla bicicletta e lo avrebbe colpito con bastoni

Si stringe il cerchio sull’aggressione avvenuta ieri sera al Lagaccio, dove un uomo di circa trentacinque anni è stato assalito mentre si trovava in bicicletta. Le indagini, partite immediatamente dopo l’intervento delle volanti della polizia di Stato, sono ora nelle mani della Squadra mobile della Questura a cui le ha affidate la pm Paola Calleri. Sia l’aggredito sia gli aggressori sarebbero della stessa nazionalità. Si ipotizza una spedizione punitiva, ma il movente non è ancora noto.

I nuovi elementi raccolti consentono di delineare con maggiore precisione quanto sarebbe accaduto. Gli aggressori sarebbero stati circa cinque e avrebbero raggiunto la zona in automobile. Una volta intercettato il ciclista, lo avrebbero fatto cadere dalla bicicletta per poi colpirlo ripetutamente, anche utilizzando dei bastoni. Alcune delle persone sulle quali si stanno concentrando gli accertamenti sarebbero inoltre legate a un’attività economica nel Ponente genovese.

L’aggressione è avvenuta poco dopo le 19 in via del Lagaccio. Nelle prime concitate fasi dell’intervento le testimonianze raccolte sul posto avevano fatto ipotizzare la presenza di un gruppo più numeroso, forse una decina di persone. Gli approfondimenti successivi avrebbero invece ristretto a circa cinque il numero degli uomini direttamente coinvolti nell’assalto.
A dare l’allarme erano stati alcuni residenti, richiamati da quanto stava accadendo in strada. Sul posto erano confluite almeno cinque volanti della polizia di Stato e la zona era stata temporaneamente bloccata per permettere i soccorsi e i primi accertamenti.
Il ferito era stato assistito da un’ambulanza della Croce Verde Genovese e successivamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi per le cure e gli accertamenti necessari.
La ricostruzione iniziale parlava di un’automobile che aveva fatto cadere il ciclista e di più persone scese dal veicolo o sopraggiunte immediatamente dopo, per poi allontanarsi prima dell’arrivo delle pattuglie. Ora gli investigatori della Squadra Mobile, guidata da Antonio Porcino, stanno lavorando per identificare con certezza tutti i partecipanti, chiarire i rispettivi ruoli e soprattutto ricostruire il motivo dell’aggressione, che per modalità appare tutt’altro che casuale.
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