Cronaca 

Marassi, nuova giornata di tensione: agente aggredito e un detenuto salvato

Due interventi nel giro di poche ore nel carcere genovese: prima l’aggressione a un appartenente alla polizia penitenziaria, poi l’intervento per mettere in sicurezza un altro detenuto. L’episodio si aggiunge a una serie di criticità registrate nelle ultime settimane nell’istituto

Ancora una giornata difficile all’interno del carcere di Marassi. Un agente della polizia penitenziaria sarebbe stato aggredito due volte dallo stesso detenuto della terza sezione. Nelle stesse ore, nella sesta sezione, altri agenti sono intervenuti per impedire il suicidio di un recluso.

Due episodi distinti, avvenuti a breve distanza di tempo, che hanno richiesto l’intervento degli agenti all’interno della casa circondariale genovese. Nel secondo caso il detenuto è stato messo in sicurezza, evitando conseguenze più gravi.

Quanto accaduto si inserisce in una successione di eventi critici che ha interessato Marassi nelle ultime settimane.

Uno dei precedenti più recenti risale alla notte del 25 luglio, quando un detenuto della sesta sezione aveva devastato la propria cella, riuscendo a rompere e divellere parti metalliche delle finestre. Era poi uscito dalla cella con alcuni ferri in mano, minacciando gli agenti. L’intervento per riportare la situazione sotto controllo era durato circa due ore e si era concluso senza feriti; successivamente il detenuto era stato trasferito in un altro istituto.

Pochi giorni prima, il 13 luglio, tre agenti erano rimasti feriti durante un intervento in una cella dove era stato appiccato un incendio. I poliziotti erano entrati per spegnere le fiamme e mettere in salvo gli altri occupanti, ma erano stati aggrediti e avevano dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Il 10 luglio un’altra situazione aveva impegnato per diverse ore le forze dell’ordine: un detenuto era salito sul tetto dell’edificio principale del carcere. Sul posto erano intervenuti, oltre alla polizia penitenziaria, anche polizia di Stato e vigili del fuoco. La protesta si era conclusa intorno alle 23.30, quando l’uomo era stato convinto a scendere.

Un precedente particolarmente vicino a quanto avvenuto oggi risale invece al 4 marzo: nel reparto di alta sicurezza un detenuto aveva tentato il suicidio ed era stato soccorso in tempo dagli agenti. Nelle stesse ore si era verificata anche una lunga protesta all’interno dell’istituto.

L’episodio di oggi riporta quindi l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno di Marassi e sulla frequenza con cui, negli ultimi mesi, il personale è stato chiamato a gestire aggressioni, proteste e situazioni di emergenza legate anche alla tutela della vita e dell’incolumità dei detenuti.

Il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, parla di una situazione aggravata da sovraffollamento, carenze di organico e continui eventi critici. «Quanto accaduto a Marassi è gravissimo», afferma il segretario nazionale Vincenzo Tristaino, sottolineando come il personale sia chiamato nello stesso tempo a gestire aggressioni e interventi per salvare vite.

Il sindacato chiede al Ministero della Giustizia e al DAP, cioè il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, più personale, strumenti adeguati e una gestione più efficace dei detenuti violenti. Il DAP è la struttura del Ministero della Giustizia che coordina a livello nazionale gli istituti penitenziari, il personale e l’organizzazione del sistema carcerario.

Tra le richieste torna anche quella della riapertura del PRAP, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, cioè l’articolazione territoriale del DAP che coordina e gestisce gli istituti penitenziari di una determinata area. Per il SAPPE, la Liguria avrebbe bisogno di un presidio autonomo sul territorio.

«La Liguria non può continuare a essere amministrata a distanza», sostiene Vincenzo Tristaino, secondo cui la presenza di un Provveditorato regionale permetterebbe di affrontare più rapidamente problemi di organico, sicurezza e organizzazione.

Sulla stessa linea il segretario generale Donato Capece: «Questa non è ordinaria amministrazione: è una situazione di emergenza che richiede risposte immediate». E aggiunge: «Servono assunzioni e assegnazioni di personale, strumenti di sicurezza e un’organizzazione amministrativa adeguata alle esigenze del territorio».


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts