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Pioggia di pietre dal viadotto Gorsexio, donna sfiorata mentre rincasa: scatta la denuncia

L’episodio è avvenuto il 4 agosto in via Gallinea, a Mele. La residente riferisce che una decina di frammenti sono caduti a meno di due metri da lei e chiede nuove protezioni per le abitazioni sottostanti

Una decina di pietre precipitate dall’alto, il rumore sull’asfalto e una donna rimasta illesa per pochi metri. È quanto sarebbe accaduto il 4 agosto sotto il viadotto Gorsexio, lungo l’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, nella zona di via Gallinea a Mele.

La residente stava tornando a casa quando, secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata ai carabinieri di Voltri, alcuni frammenti sono caduti sulla strada a meno di due metri dalla sua posizione. La donna ha fotografato il materiale rimasto a terra e lo ha successivamente raccolto dopo l’intervento della polizia stradale.

Gli agenti arrivati sul posto hanno verificato la presenza dei calcinacci sulla viabilità sottostante. Il responsabile del cantiere avrebbe comunicato l’avvio di controlli immediati sullo stato dell’opera, anche attraverso un mezzo sottoponte utilizzato per ispezionare l’impalcato nelle zone difficilmente raggiungibili.

Nell’esposto la residente domanda che vengano adottate misure aggiuntive per tutelare chi vive e transita sotto il Gorsexio. Tra le possibili soluzioni viene indicata la realizzazione di una galleria provvisoria di protezione in via Gallinea, sul modello di quella già predisposta lungo la strada statale 456.

Il viadotto è interessato da circa un anno da un complesso intervento di ammodernamento. Le lavorazioni riguardano una porzione dell’impalcato e la pila 4, alta cento metri, per uno sviluppo complessivo di circa 141 metri. Il cantiere deve confrontarsi con la particolare conformazione del territorio e con il vento spesso intenso che caratterizza la zona.

Dopo la segnalazione sono intervenuti anche il personale di Autostrade per l’Italia, i tecnici della direzione lavori e i rappresentanti dell’impresa esecutrice. Le verifiche avrebbero escluso che le attività attualmente in corso si trovino esattamente sopra via Gallinea: gli interventi sarebbero infatti concentrati sulla pila situata nei pressi di via Ronco.

Resta ora da accertare da quale punto si siano staccati i frammenti e se il materiale sia direttamente collegato al viadotto o alle strutture provvisorie del cantiere. Autostrade per l’Italia ha comunque avviato una valutazione per incrementare le protezioni già installate.

Tra le ipotesi allo studio c’è la posa di un parapetto con rete di contenimento sulla copertura del tunnel esistente, sul lato rivolto verso via Gallinea. Il nuovo presidio dovrebbe impedire che eventuali materiali presenti sul piano superiore possano rotolare verso la strada e le aree frequentate dai residenti.

Il tunnel di cantiere già realizzato si estende per 120 metri e protegge la strada statale 456. Con un’altezza utile di 5,50 metri, permette il passaggio anche dei trasporti eccezionali. In quota, invece, gli operai utilizzano piattaforme autosollevanti e una passerella sospesa ancorata alla parte inferiore dell’impalcato.

Questa organizzazione consente di lavorare sulle facciate e sotto il viadotto senza interrompere il traffico autostradale né quello sulla strada statale. Il caso di via Gallinea riapre però il tema della sicurezza nelle zone abitate che si trovano direttamente sotto la struttura.

Inaugurato nell’agosto del 1977, il Gorsexio è lungo circa 677 metri ed è sostenuto da cinque pile principali. Le due carreggiate poggiano su impalcati indipendenti e, nel punto di maggiore sviluppo, il viadotto raggiunge un’altezza complessiva di 162 metri.


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