Facce de Zena 

Alla Foce nascerà il luogo di Simone Scarrà: già raccolti quasi 10 mila euro per la panchina intorno a un albero

Gli amici del ventitreenne travolto da un treno hanno lanciato una raccolta per creare nel quartiere uno spazio pubblico dedicato alla sua memoria. Le offerte finanzieranno progettazione, installazione e targa commemorativa

Il ricordo di Simone Scarrà potrebbe mettere radici proprio alla Foce, tra le strade nelle quali era cresciuto. Gli amici del giovane hanno immaginato per lui un luogo semplice e vivo: un albero circondato da una panchina, aperta a chiunque voglia sedersi, incontrare altre persone o concedersi qualche minuto di silenzio.

Per rendere concreta l’idea è stata avviata una raccolta su GoFundMe, che ha già ricevuto donazioni per quasi 10 mila euro. Le somme serviranno a coprire la progettazione, la costruzione e la posa della struttura, oltre alla realizzazione di una targa dedicata al ventitreenne.

«Vogliamo creare un luogo che possa custodire per sempre il ricordo del nostro amico», spiegano i promotori. La forma circolare non è stata scelta casualmente: la panchina dovrà favorire l’incontro, mentre l’albero al centro rappresenterà la vita che prosegue e la memoria che continua a crescere.

Simone Scarrà, da poco laureato in Psicologia, è morto all’alba del primo agosto nella stazione di Albisola Superiore. Il giovane era stato travolto da un treno in transito dopo una serata trascorsa in discoteca con gli amici. Secondo i primi accertamenti, si sarebbe sporto dalla banchina proprio mentre arrivava il convoglio. Una sequenza durata pochi istanti e conclusa in modo irreparabile.

La notizia aveva attraversato rapidamente Genova e colpito in particolare la Foce, dove Simone Scarrà aveva trascorso l’infanzia e costruito amicizie rimaste salde nel tempo. «Per molti di noi non era soltanto un amico, ma il compagno con cui siamo cresciuti e abbiamo condiviso anni e momenti che porteremo sempre con noi», scrivono gli organizzatori della raccolta.

La profondità di quei legami è emersa anche durante i funerali celebrati nella chiesa di Santa Maria dei Servi. L’edificio non è riuscito a contenere tutte le persone arrivate per salutarlo e molti sono rimasti sul sagrato, sotto il sole, in attesa dell’uscita del feretro.

Davanti alla chiesa gli amici avevano esposto alcuni striscioni con messaggi rivolti direttamente al giovane: «Ciao Simo», «Il tuo sorriso è per sempre» e «Non sarà il fischio finale a separarci». Sulla bara erano state sistemate rose bianche, una maglia del Genoa e una camicia a fiori della stessa fantasia di quella indossata dal padre Cristiano, portuale della Compagnia unica lavoratori merci varie.

Due lunghi applausi hanno accompagnato la conclusione della cerimonia, mentre palloncini bianchi venivano liberati in cielo. Ora gli amici provano a dare una forma duratura a quell’affetto, trasformando il dolore in uno spazio destinato a entrare nella vita quotidiana del quartiere.

La futura installazione non sarà riservata soltanto a chi conosceva Simone Scarrà. L’intenzione è quella di creare un punto accessibile a tutti, capace di diventare parte della Foce e, nello stesso tempo, di raccontare la storia di un ragazzo scomparso troppo presto.

«L’amore e i ricordi lasciati da alcune persone possono continuare a vivere per sempre», concludono gli amici.

La raccolta fondi è disponibile all’indirizzo cliccabile https://www.gofundme.com/f/per-sempre-simone.


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