Moni Ovadia arriva all’Ortica e accende il dibattito: a Genova una serata tra memoria, Israele e coscienza civile all’auditorium di Molassana

Sabato 11 aprile all’auditorium municipale in via Molassana 74, va in scena, organizzato dal Teatro dell’Ortica, un incontro con Moni Ovadia che intreccia arte, storia e impegno. Al centro, una riflessione sul rapporto tra identità ebraica, diaspora e presente

C’è un appuntamento che, più di altri, promette di lasciare il segno nella stagione del Teatro dell’Ortica. Sabato 11 aprile, alle 18.30, lo spazio di via Molassana 74 ospiterà Moni Ovadia per una conversazione-spettacolo dal titolo “C’era una volta la questione ebraica”, inserita nel cartellone “DeclinAzioni” e pensata come uno dei momenti più forti delle celebrazioni per i trent’anni della fondazione del teatro genovese.

Non sarà una semplice presentazione né una conferenza tradizionale. L’incontro si muove piuttosto sul confine tra parola scenica, riflessione storica e confronto civile, in piena coerenza con l’identità dell’Ortica, che dal 1996 lavora in Val Bisagno intrecciando teatro, territorio e comunità. In questo quadro la presenza di Moni Ovadia appare particolarmente significativa, perché da sempre il suo percorso artistico si nutre di memoria, diaspora, attraversamento delle frontiere culturali e attenzione ai grandi nodi del presente.
Il titolo scelto per la serata richiama volutamente il celebre testo giovanile di Karl Marx, ma l’obiettivo dell’appuntamento non sembra essere quello di rincorrere una citazione colta. Più che altro, il riferimento funziona come una porta d’ingresso per affrontare una questione che resta apertissima e che oggi torna con forza nel dibattito pubblico: il rapporto tra religione ebraica, storia dell’esilio, identità e Stato d’Israele. Un terreno delicatissimo, che il teatro genovese decide di affrontare non con slogan o contrapposizioni semplificate, ma con il linguaggio più difficile e necessario, quello della complessità.
È del resto questa la cifra della stagione “DeclinAzioni”, che prova a leggere il presente senza cedere alle polarizzazioni immediate. E proprio in questo solco si inserisce la serata con Ovadia, artista, musicista, scrittore e intellettuale che nel corso degli anni ha costruito una ricerca profondamente legata alla cultura yiddish e al valore civile dell’arte. La sua voce accompagnerà il pubblico in un percorso che parte dalla lunga vicenda della diaspora e arriva fino ai conflitti, ai cortocircuiti e alle domande del nostro tempo, con uno sguardo che non separa mai la riflessione storica dalla responsabilità etica.
Ad affiancarlo ci saranno Chiara Capini e Mirco Bonomi. La prima ha approfondito il lavoro dell’artista in un percorso di studio dedicato alla sua poetica, il secondo è tra le figure storiche del Teatro dell’Ortica, di cui è stato direttore artistico per venticinque anni e di cui oggi è presidente. Il dialogo tra i tre si annuncia quindi come un confronto a più voci capace di unire esperienza teatrale, pensiero critico e lettura culturale.
A sottolineare il senso dell’appuntamento è anche il direttore artistico Giancarlo Mariottini, che lega il tema della stagione proprio alla necessità di sottrarsi alle semplificazioni. «Declinare è un atto gentile e insieme necessario», osserva, spiegando che in un tempo segnato da contrapposizioni dure l’incontro rappresenta l’occasione per rendere accessibile una riflessione che tocca il cuore stesso della convivenza civile.
Il valore della serata sta allora anche qui: nella scelta di affidare al teatro, e non alla polemica, una materia che oggi tende quasi sempre a essere consumata dentro scontri immediati. L’Ortica, invece, prova a rallentare il ritmo, a creare ascolto, a rimettere al centro la parola e il pensiero. E la presenza di Moni Ovadia, figura che da anni lega il lavoro artistico all’impegno sociale e alla memoria storica, rafforza l’idea di un evento che punta meno all’effetto e più alla profondità.
L’appuntamento è all’auditorium municipale di Molassana (Media Valbisagno), in via Molassana 74, a Genova, sabato 11 aprile alle 18.30. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare lo 010.8380120 oppure consultare il sito www.teatrortica.it.
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