Palazzo Ducale premia i Ricchi e Poveri e celebra i 60 anni del pop genovese

Martedì 31 marzo alle 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale i Ricchi e Poveri apriranno il ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista” e riceveranno il premio “Palazzo Ducale – Oltre le Mura”. Un appuntamento a ingresso libero che unisce memoria musicale, racconto della città e omaggio a uno dei gruppi italiani più popolari nel mondo


Genova si prepara ad accogliere uno dei suoi nomi più riconoscibili e popolari, uno di quelli che hanno saputo trasformare la musica leggera in un fenomeno capace di attraversare generazioni, frontiere e mode. Martedì 31 marzo, alle 18.30, i Ricchi e Poveri saranno protagonisti a Palazzo Ducale, nella Sala del Maggior Consiglio, per l’apertura del ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino. Al termine dell’incontro al gruppo sarà conferito il premio “Palazzo Ducale – Oltre le Mura”, riconoscimento che in questo caso assume un significato particolarmente forte perché va a una formazione che da Genova è partita per diventare un simbolo della musica italiana nel mondo.

L’appuntamento porta un titolo che già dice molto del taglio scelto, “Quando il pop è planetario”, e non poteva esserci definizione più adatta per raccontare la parabola di Angela Brambati e Angelo Sotgiu, oggi volto attuale dei Ricchi e Poveri, gruppo nato a Genova nel 1967 come quartetto polifonico con Marina Occhiena e Franco Gatti. Proprio da quella origine ligure, da quella miscela di voci, armonie e immediatezza popolare, è cominciata una storia musicale che ha saputo conquistare classifiche italiane e internazionali, fino a trasformarsi in un repertorio conosciuto anche da chi non ha mai seguito in modo sistematico la musica italiana.
La serata di Palazzo Ducale non sarà soltanto una celebrazione nostalgica. L’idea del ciclo messo in piedi da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino è infatti quella di riflettere sulla traiettoria musicale genovese in tutte le sue trasformazioni, dal cantautorato al pop, fino al rap. In questa lettura, i Ricchi e Poveri rappresentano un passaggio cruciale: il momento in cui Genova non è solo la città di Gino Paoli, Luigi Tenco, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Umberto Bindi o Ivano Fossati, ma anche la città capace di produrre un pop larghissimo, trasversale, internazionale. Un pop che non rinuncia all’identità italiana, ma che sa muoversi con leggerezza e forza dentro il mercato globale.
Non a caso, il percorso pensato da Palazzo Ducale prova a mettere in relazione mondi che troppo spesso vengono raccontati come separati. Da una parte il cosiddetto cantautorato, dall’altra il versante pop, poi la rivoluzione rap che a Genova ha avuto interpreti importanti. La domanda sullo sfondo è se esista davvero una creatività musicale ligure che, pur assumendo forme diversissime, continui a riemergere nel tempo. E in questa traiettoria i Ricchi e Poveri occupano uno spazio tutto loro, perché nel 1970 incidono “La prima cosa bella” e da quel momento smettono di essere soltanto una formazione vocale nata in città per diventare un fenomeno di massa.
Nel corso dell’incontro interverranno anche i giornalisti Paolo Giordano e Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX, mentre parteciperà l’Ensemble Vocale “Cromosuoni”. L’ingresso sarà libero, dettaglio che conferma la volontà di costruire una serata aperta, non soltanto per gli addetti ai lavori o per gli appassionati storici, ma per un pubblico ampio, attratto tanto dal prestigio del luogo quanto dalla forza di un nome che continua a evocare una lunga scia di successi.
La storia dei Ricchi e Poveri, del resto, è una di quelle che parlano quasi da sole. Nascono nel 1967 a Genova come quartetto formato da due voci femminili e due maschili, costruendo una cifra riconoscibile fatta di coralità, ritmo, immediatezza melodica e forte presenza scenica. Nel 1981 Marina Occhiena lascia il gruppo per intraprendere un percorso solista, mentre Franco Gatti uscirà nel 2016 per dedicarsi di più alla famiglia. Ma il cuore simbolico del gruppo continuerà a vivere e a rinnovarsi, fino alla reunion eccezionale del 2020 della formazione originaria, ideata dal manager Danilo Mancuso in occasione dei cinquant’anni di “La prima cosa bella” e della prima partecipazione al Festival di Sanremo.
Proprio Sanremo è uno dei grandi fili che attraversano la loro carriera. I Ricchi e Poveri vi hanno preso parte dodici volte, arrivando due volte al secondo posto e vincendo nel 1985 con “Se m’innamoro”. Una presenza costante, quasi naturale, per una formazione che ha sempre saputo tenere insieme grande popolarità e capacità di restare impressa nell’immaginario collettivo. Brani come “Che sarà”, “Mamma Maria”, “Voulez vous danser” e soprattutto “Sarà perché ti amo” non sono semplicemente canzoni di successo: sono entrati in una memoria condivisa che travalica le generazioni e i confini nazionali.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Il gruppo è tra gli artisti italiani più venduti al mondo, con oltre 20 milioni di dischi venduti e un repertorio che continua a essere consumato e rilanciato anche dalle piattaforme contemporanee. Il ritorno a Sanremo nel 2024 con “Ma non tutta la vita” lo ha dimostrato con chiarezza: il brano è diventato subito una hit, ha conquistato il disco di platino, si è piazzato tra i più ascoltati su Spotify e tra i più usati su TikTok, riportando i Ricchi e Poveri al centro di una scena che spesso si immagina dominata solo da artisti molto più giovani. È proprio questo uno dei tratti più sorprendenti della loro parabola: la capacità di restare riconoscibili anche dentro un ecosistema musicale completamente cambiato.
Il 2024 li ha visti protagonisti anche di un tour estivo italiano e internazionale molto richiesto, con numerosi sold out, mentre il 2025 si è aperto con un altro segnale della loro tenuta internazionale, il tour in Australia andato esaurito e la partenza del Summer Tour 25 con l’appuntamento all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Quasi sessant’anni di carriera, insomma, e una vitalità che non si regge solo sulla nostalgia, ma sulla capacità di tenere insieme storia e contemporaneità.
Per questo il premio “Palazzo Ducale – Oltre le Mura” sembra cucito su misura. C’è dentro il riconoscimento a una storia musicale nata a Genova ma capace di superare davvero le mura cittadine, di diventare patrimonio di un pubblico larghissimo e di portare un pezzo dell’identità genovese in un circuito popolare internazionale. Ma c’è anche il valore simbolico di un ritorno in città in una veste alta, dentro uno dei luoghi più prestigiosi della cultura ligure, per un incontro che non sarà solo celebrazione ma anche riflessione sul senso del pop e sul posto che Genova continua ad avere nella storia musicale italiana.
Palazzo Ducale, in questo modo, prova a costruire un discorso più ampio, nel quale il versante colto e quello popolare non si guardano con sospetto ma si mettono in relazione. E i Ricchi e Poveri diventano il caso perfetto per farlo: nati da una città spesso identificata quasi esclusivamente con il cantautorato, sono riusciti a imporre un’altra via, meno austera e più immediata, ma non per questo meno significativa. Una via che ha fatto ballare, cantare, ricordare e anche, semplicemente, stare insieme.
Martedì sera, dunque, la Sala del Maggior Consiglio non ospiterà soltanto due protagonisti della musica italiana. Ospiterà un pezzo di storia collettiva, quella che passa dalle radio, dai festival, dalle televisioni, dalle piazze e dalle famiglie. E forse è proprio qui il senso più profondo dell’evento: riportare dentro il cuore monumentale della città una musica che, da decenni, vive già nel cuore della gente.
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