Oggi a Genova 

Referendum sulla giustizia, la Liguria chiude la domenica al 48,18%: cresce di oltre 30 punti da mezzogiorno e resta sopra la media nazionale

Nelle ultime ore di voto la partecipazione accelera in tutta la regione e sfiora i 570 mila votanti. La Spezia guida le province, Genova segue da vicino, mentre Imperia resta più staccata. A livello italiano l’affluenza definitiva della prima giornata si attesta al 46,07%

La Liguria archivia la prima giornata di voto del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia con un’affluenza del 48,18 per cento, un dato che conferma una crescita costante nel corso dell’intera domenica e che colloca la regione al di sopra della media nazionale. Il quadro che emerge dai numeri diffusi dal ministero dell’Interno attraverso il portale Eligendo racconta di una partecipazione salita progressivamente, prima dal 17,5 per cento registrato a mezzogiorno al 41,95 per cento delle 19, poi fino al 48,18 per cento a chiusura dei seggi, alle 23. Tradotto in valori assoluti, significa che si sono recati alle urne circa 570 mila liguri sui 1.181.159 aventi diritto.

La traiettoria della giornata è il primo dato politico rilevante. Dal primo rilevamento di metà giornata al dato serale finale, la Liguria ha guadagnato più di 30 punti percentuali, con un salto di oltre 24 punti già tra mezzogiorno e le 19 e un’ulteriore crescita di poco più di 6 punti nelle ultime quattro ore di apertura. È un andamento che mostra come la parte più consistente della partecipazione si sia concentrata nel pomeriggio e nella fascia conclusiva della domenica, quando molti elettori hanno evidentemente scelto di votare prima della chiusura serale anziché rinviare tutto a lunedì mattina.

Il confronto con il dato italiano rafforza ulteriormente il peso del risultato ligure. A livello nazionale, infatti, l’affluenza definitiva alle 23 si è fermata al 46,07 per cento. La Liguria, con il suo 48,18 per cento, si colloca quindi oltre due punti sopra la media del Paese. Non abbastanza per entrare tra le primissime regioni, ma sufficiente per restare nella parte alta della classifica. Davanti ci sono soprattutto territori del centro-nord storicamente più partecipativi, a partire da Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia, che superano tutte il 51 per cento, con l’Emilia-Romagna in testa al 53,7. La Liguria si piazza comunque davanti ad Abruzzo, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e a tutto il blocco delle regioni del Sud, dove i numeri risultano in generale più bassi.

Anche all’interno della regione i dati mostrano differenze interessanti. La provincia con la partecipazione più alta è La Spezia, che arriva al 49,66 per cento e sfiora quindi la soglia simbolica del 50 per cento. Subito dietro c’è Genova con il 49,5 per cento, praticamente in scia, seguita da Savona al 48,02. Più lontana Imperia, che si ferma al 41,41 per cento e resta l’unico territorio ligure ben sotto la media regionale. Il divario tra La Spezia e Imperia supera così gli 8 punti percentuali, uno scarto netto che conferma due Ligurie elettorali piuttosto diverse: una parte orientale e metropolitana più mobilitata e un ponente decisamente più tiepido.

Genova, da sola, si conferma uno dei motori della partecipazione. Il suo 49,5 per cento non solo supera la media ligure, ma si colloca anche oltre il dato nazionale, contribuendo in modo decisivo a tenere la regione nella fascia alta della classifica. Savona, pur leggermente sotto il capoluogo e sotto La Spezia, si mantiene comunque su una soglia solida, molto vicina al 48 per cento. Imperia, invece, continua a rappresentare l’area più fredda della consultazione, già più debole nei rilevamenti precedenti e rimasta tale anche alla fine della prima giornata.

C’è poi un altro elemento da osservare: il fatto che la Liguria chiuda la domenica poco sotto il 50 per cento lascia immaginare che il dato finale, dopo le ultime ore di voto di lunedì mattina, possa ancora salire in misura sensibile, anche se non con la stessa intensità vista nel corso della domenica. Gli elettori avranno infatti ancora tempo per votare fino alle 15 di oggi nelle 1.784 sezioni allestite in tutta la regione. La spinta finale, tradizionalmente, è più contenuta rispetto a quella del giorno precedente, ma può comunque incidere in modo visibile sul risultato complessivo.

Nel frattempo il dato della domenica consegna già una fotografia piuttosto chiara: la Liguria parte con una partecipazione superiore alla media italiana, regge bene il confronto con molte delle regioni più attive e mostra al proprio interno differenze territoriali marcate, con Spezia e Genova in testa e Imperia più distante. Un quadro che, in attesa della chiusura definitiva delle urne, segnala una risposta elettorale tutt’altro che debole per una consultazione costituzionale senza quorum.


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