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Via Montevideo, il comitato dei residenti denuncia Genova Antifascista: chiesti Daspo urbano e misure cautelari

Il gruppo di residenti porta in Procura l’escalation di proteste legate alla sede di CasaPound in via Montevideo

Il caso via Montevideo si sposta dal piano delle piazze a quello delle aule giudiziarie. Il comitato spontaneo dei residenti della zona, nel quartiere della Foce a Genova, ha depositato una denuncia alla Procura chiedendo di fare luce su quanto accaduto nelle ultime settimane durante le manifestazioni legate alla richiesta di chiusura della sede di CasaPound. Nel mirino dell’azione legale finisce l’associazione Genova antifascista e, in particolare, i «responsabili della pagina Facebook Genova Antifascista», indicati dal comitato come figure da identificare e valutare sotto il profilo penale per condotte ritenute lesive della tranquillità e della sicurezza di chi abita nell’area.

Secondo quanto sostenuto nella denuncia, gli episodi contestati si sarebbero verificati nel corso di iniziative ripetute nel tempo e concentrate attorno alla zona di via Montevideo, dove la presenza della sede di CasaPound ha innescato un clima di forte tensione e proteste ricorrenti. Il comitato chiede alla magistratura di valutare ipotesi di reato che vengono indicate come «violenza privata aggravata», con riferimento anche al numero dei partecipanti, e «minaccia aggravata», ritenendo che alcuni comportamenti avrebbero superato il confine della legittima manifestazione del dissenso e inciso in modo diretto sulla vita quotidiana dei residenti.

L’iniziativa giudiziaria, viene riferito, arriva dopo un precedente esposto e in queste ore è stata formalizzata dalla rappresentante del comitato, assistita dall’avvocato Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia. Nel testo consegnato in Procura, oltre a chiedere l’identificazione dei soggetti ritenuti responsabili, si sollecita l’adozione di misure considerate urgenti per prevenire ulteriori criticità, a partire da provvedimenti cautelari che limitino l’avvicinamento alle abitazioni dei residenti e alla stessa sede associativa, fino alla richiesta di applicazione del Daspo urbano per le persone che verranno eventualmente individuate.

Il comitato spinge anche su un altro fronte, quello della gestione dell’ordine pubblico: nella denuncia viene prospettata l’opportunità di una regolamentazione più stringente delle manifestazioni nel quartiere, con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza e ridurre l’impatto sulla viabilità e sulla vivibilità di una zona residenziale che, nelle ultime settimane, si è trovata a convivere con presìdi e proteste ripetute.

La partita, ora, è nelle mani dell’autorità giudiziaria, chiamata a valutare i contenuti della denuncia, la fondatezza delle contestazioni e l’eventuale necessità di accertamenti e provvedimenti. Sullo sfondo resta un nodo politico e sociale che continua a dividere e a mobilitare: la presenza della sede di CasaPound in via Montevideo.


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