Cultura 

Parte oggi al Ducale il Festival di Limes: tre giorni per capire dove sta andando il mondo (e dove finisce l’Italia)

Da oggi, venerdì 13, a domenica 15 febbraio incontri, dialoghi e una mostra cartografica. Appuntamenti anche in streaming sul canale YouTube di Palazzo Ducale, ingresso libero fino a esaurimento posti

Comincia oggi, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, la tredicesima edizione del Festival di Limes, tre giorni di geopolitica che scelgono un punto di osservazione preciso, quello italiano, per attraversare i fattori dell’attuale disordine internazionale e provare a dare un senso alle fratture che stanno riscrivendo equilibri e alleanze. Il tema, “L’Italia nella rivoluzione mondiale”, tiene insieme crisi e opportunità in un passaggio che viene descritto come cruciale: il ridimensionamento degli Stati Uniti e le sue ripercussioni sui rapporti con l’Unione europea, le tensioni legate alla guerra in Ucraina e al confronto con la Cina, le instabilità del Medio Oriente con una tregua a Gaza ancora fragile e un quadro regionale che resta volatile anche per l’Italia. In questo scenario, il festival mette sul tavolo tre domande che orientano l’intero percorso: che cosa ci sta succedendo, come dovremmo reagire e che cosa possiamo fare.

Il programma si apre stamattina con “Limes incontra le scuole”, poi nel tardo pomeriggio spazio all’inaugurazione della mostra cartografica con Laura Canali e, a seguire, all’incontro di apertura affidato a Lucio Caracciolo, che dà il titolo alla rassegna. Domani, sabato 14 febbraio, la giornata entra nel vivo tra identità e scelte del Paese con Giuseppe Cucchi, Giuseppe De Ruvo e Massimiliano Valeri, moderati da Fabrizio Maronta, quindi un focus sugli Stati Uniti con George Bogden e Scott Smitson, moderati da Federico Petroni, e più avanti un confronto sull’Europa di fronte a Trump con Daniel Foubert, Paolo Peluffo e Wolfgang Streeck, moderati da Agnese Rossi; nel pomeriggio è prevista anche una visita guidata alla mostra con Laura Canali, prima di un panel sulle prove di nuovo ordine mondiale con Victor Gao, Orietta Moscatelli e Oriana Skylar Mastro, moderati da Lucio Caracciolo, e della serata che riunisce Laura Canali, Lucio Caracciolo, Giuseppe De Ruvo e Federico Petroni. Domenica 15 febbraio il cartellone prosegue con un dibattito su “Israele contro Israele” con Antonella Caruso e Noa Limone, moderati da Fabrizio Maronta, poi una nuova visita guidata con Laura Canali, un incontro sulla “nuova corsa all’oro” con Massimo Nicolazzi e Lapo Pistelli, moderati da Giacomo Mariotto, e nel pomeriggio un approfondimento sulla Russia tra Cina e Ucraina con Giorgio Cuscito e Adriano Roccucci, moderati da Mirko Mussetti, seguito da un dialogo sul posizionamento italiano fra Stati Uniti e Cina con Alessandro Aresu e Germano Dottori, moderati da Giorgio Cuscito; la chiusura passa dal confronto su cosa significhi “essere italiani oggi”, con Lucio Caracciolo in dialogo con Ilvo Diamanti, e dall’ultimo momento di scambio con il pubblico.

Accanto ai talk, il festival propone “Spigoli di mondo”, la mostra cartografica firmata da Laura Canali, che prova a raccontare un pianeta sempre meno lineare e sempre più “corrugato” dalle potenze in competizione, tra nuove terre, territori contesi e cambi di rotta improvvisi: un modo per orientarsi, mappe alla mano, in un globo multipolare che sembra diventare ogni giorno più difficile da leggere. Per chi non riesce a seguire dal vivo, gli incontri sono trasmessi anche in diretta streaming sul canale YouTube di Palazzo Ducale .


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