Premi agricoli 2025 ancora fermi, aziende in affanno: la Cia incalza Agea e Regione

A febbraio inoltrato molti agricoltori e allevatori attendono i pagamenti dei premi a superficie: costi in aumento e liquidazioni ferme, con casi di istruttorie 2024 a zero euro. Il presidente Roggerone denuncia l’assenza di certezze sui tempi e contesta che le colpe vengano scaricate sulle organizzazioni di rappresentanza

A febbraio ormai inoltrato, nelle campagne liguri cresce l’inquietudine di chi lavora tra uliveti, vigne e stalle aspettando risorse che, per molte aziende, non sono un “extra”, ma la differenza tra respirare e affondare. I premi a superficie relativi al 2025 risultano ancora non pagati a numerosi agricoltori e allevatori, mentre i costi – dall’energia ai mangimi, dalle manutenzioni ai trattamenti – continuano a salire e a erodere margini già stretti.

A mettere nero su bianco la situazione è la Cia – Confederazione italiana agricoltori – Liguria, che parla di difficoltà sempre più pesanti per le imprese e di un’attesa che si allunga senza risposte chiare. «Ci siamo già attivati a livello regionale e nazionale per sollecitare Regione Liguria e Agea e per capire i motivi del ritardo – sottolinea Stefano Roggerone, presidente Cia Liguria – ma al momento non sono giunte rassicurazioni precise sui tempi dello sblocco». Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, è l’organismo pagatore dei fondi europei in Liguria e il nodo, secondo l’associazione, resta proprio la capacità del sistema di trasformare in tempi accettabili le pratiche in pagamenti.

Il punto, infatti, non riguarda solo il 2025. Nel quadro delineato da Cia Liguria emergono anche casi di aziende che attendono da tempo premi legati a impegni con istruttorie del 2024 e che, a oggi, non hanno ricevuto alcuna liquidazione. Esempi concreti, che rendono l’idea della portata del problema: un’azienda olivicola con istruttoria a metà 2024 e importo spettante di 10 mila euro, liquidato zero; un’azienda vitivinicola con istruttoria 2024 e 5.600 euro attesi, anche qui liquidato zero. A questi si aggiunge la situazione delle aziende zootecniche dell’albenganese che, secondo quanto riferito, sarebbero in attesa di circa 50 mila euro.
La questione, per Cia Liguria, non è episodica ma strutturale, e chiama in causa l’intero impianto dei pagamenti della Politica agricola comune, gestito da Agea in coordinamento con le Regioni. L’associazione parla di un meccanismo ancora “eccessivamente complesso e poco efficiente”, che finisce per penalizzare proprio i beneficiari, cioè le imprese agricole. E torna un tema ricorrente, che nelle campagne suona come una promessa sempre rinviata: la semplificazione. «Da anni si parla di semplificazione burocratica – aggiunge la Cia – ma nella realtà gli adempimenti continuano ad aumentare, gravando sempre più sulle imprese agricole».
In questo contesto l’organizzazione chiarisce anche un aspetto che, a suo dire, viene spesso confuso nel dibattito pubblico: il ruolo delle associazioni di rappresentanza. Cia Liguria sottolinea di non avere alcuna funzione diretta nella gestione o nella liquidazione dei premi e respinge l’idea che le responsabilità dei ritardi possano essere attribuite a chi assiste e rappresenta gli agricoltori. «Non possiamo più accettare che le responsabilità dei ritardi vengano scaricate su di noi», è la posizione ribadita, mentre sul territorio l’attesa continua e l’assenza di date certe rende ancora più fragile la programmazione economica di aziende che devono comunque pagare fornitori, salari e scadenze, anche quando i contributi restano bloccati.
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