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A scuola con la memoria: la polizia di Stato racconta Palatucci e lancia un concorso per gli studenti

In un incontro con oltre cento ragazze e ragazzi delle terze medie, a Campomorone, il VI Reparto Mobile ha ripercorso la storia di Giovanni Palatucci e ha proposto un laboratorio creativo con tre sezioni. Premiazione prevista a maggio

Un’aula piena, più di cento studenti delle classi terze medie e una storia che, a ottant’anni dalla fine della guerra, continua a interrogare il presente. La polizia di Stato ha portato nelle scuole della Valpolcevera il ricordo di Giovanni Palatucci, l’ex questore di Fiume morto il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento nazista di Dachau a soli 36 anni, decorato con la Medaglia d’oro al merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”. L’incontro si è svolto all’Istituto Comprensivo di Campomorone e si inserisce in un percorso più ampio che punta a tenere viva la memoria di un dirigente che, tra il 1939 e il 1945, si sarebbe adoperato per aiutare numerosi ebrei a sottrarsi alla deportazione, fino a essere ricordato per il salvataggio di circa cinquemila persone.

A guidare la mattinata è stato Riccardo Gazzaniga, ispettore del VI Reparto Mobile e scrittore, indicato come responsabile della biblioteca intitolata proprio a Palatucci. Davanti agli studenti, il racconto ha ripercorso le tappe principali della sua vicenda: l’ingresso in polizia, il trasferimento a Fiume, l’impegno in favore degli ebrei locali e di passaggio, la deportazione e infine la morte a Dachau. Il taglio dell’incontro è stato pensato per parlare ai ragazzi senza trasformare la memoria in una celebrazione distante: l’idea è che la storia, per restare viva, debba diventare domande, scelte, parole.

Per questo, dopo la narrazione, è arrivata la parte più partecipata: agli studenti è stato chiesto di mettersi in gioco con un elaborato creativo, immaginando un breve dialogo con protagonista Giovanni Palatucci, e di aderire a un concorso articolato in tre sezioni, dal testo scritto all’haiku fino al caviardage, in modo da offrire linguaggi diversi e accessibili anche a chi preferisce la sintesi poetica o il lavoro di riscrittura.

I lavori giudicati più meritevoli saranno premiati in una cerimonia programmata per il mese di maggio al VI Reparto Mobile, con la partecipazione delle autorità della Città Metropolitana e della comunità ebraica locale. Un modo, nelle intenzioni, per trasformare un episodio di storia in un gesto collettivo di responsabilità, affidando alle nuove generazioni non solo il compito di ricordare, ma la possibilità di farlo con parole proprie.


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