Sindacale Trasporti 

Sciopero Cub, lunedì prossimo 4 ore di stop e rischio corse saltate a Genova e città metropolitana

Lo stop coinvolge il personale di Amt in una fascia centrale e può incidere su bus urbani ed extraurbani, biglietterie e servizi collegati. L’ultima astensione di quattro ore a fine gennaio aveva registrato l’adesione di un quarto degli operatori in città e del 12% in provincia

Lunedì 16 febbraio il trasporto pubblico a Genova potrebbe vivere una nuova giornata complicata. CUB Trasporti, sigla della Confederazione Unitaria di Base, ha proclamato uno sciopero di quattro ore che riguarda tutto il personale di Azienda Mobilità e Trasporti e che, per collocazione oraria, rischia di colpire in pieno la fascia di spostamenti di metà giornata, tra rientri e ripartenze, impegni di lavoro e commissioni. La proclamazione viene indicata come “terzo sciopero” e arriva in un contesto che il sindacato descrive come segnato da criticità strutturali, dalla manutenzione dei mezzi giudicata insufficiente alla riduzione delle corse, dal peggioramento del servizio alle tensioni sempre più frequenti tra utenti e personale, con episodi che, nella denuncia, possono arrivare fino alle aggressioni. Nel quadro citato compaiono anche la carenza di organico, il conseguente aggravio sui turni e problemi pratici come l’assenza di servizi igienici ritenuti adeguati ai capolinea, oltre all’esito negativo dei passaggi di raffreddamento e confronto già svolti nei mesi scorsi.

Per chi aderirà allo sciopero, l’astensione del personale viaggiante e di chi opera su turni, sia in ambito urbano sia extraurbano, è prevista nella fascia dalle 11.30 alle 15.30. Per il personale su turno intermedio, invece, l’astensione è indicata nelle ultime quattro ore del proprio turno, una modalità che può tradursi in effetti diversi a seconda delle articolazioni giornaliere. In città, viene specificato che il servizio di biglietterie e servizio clienti resterà garantito fino alle 12.15, perché anche qui la partecipazione allo sciopero scatterà, per gli addetti su turno intermedio, nelle ultime quattro ore della prestazione. Per il servizio provinciale, le biglietterie extraurbane sono indicate in astensione dalle 11.30 alle 15.00, mentre per il resto del personale vale la stessa logica: stop dalle 11.30 alle 15.30 per chi è su turni e ultime quattro ore del turno per chi è su intermedio. Anche il servizio sostitutivo su gomma legato alla ferrovia Genova–Casella segue l’impostazione della fascia 11.30–15.30 per il personale su turni e delle ultime quattro ore per quello su intermedio.

Sul fronte delle garanzie, in ambito urbano viene indicata la copertura del servizio per le persone con disabilità, mentre in ambito provinciale saranno assicurati i servizi convenzionati dedicati a persone con disabilità e anziani; per noleggi e servizi aggiuntivi, la garanzia è legata alla prenotazione effettuata prima della proclamazione dello sciopero. Resta comunque l’incognita dell’adesione, che spesso è la variabile decisiva nel trasformare una proclamazione in disagi contenuti oppure in una giornata di corse soppresse e attese lunghe alle fermate.

A dare un’indicazione concreta su cosa potrebbe succedere, viene richiamato l’ultimo sciopero di quattro ore proclamato dalla stessa organizzazione e svolto il 27 gennaio: in quell’occasione aveva aderito il 26,52% degli operatori di esercizio urbani e il 12,02% degli operatori di esercizio provinciali, mentre non si era registrata adesione tra gli addetti degli impianti speciali, della metropolitana e della ferrovia Genova–Casella. Numeri che, se dovessero ripetersi su percentuali simili, potrebbero far sentire l’impatto soprattutto sulla rete di superficie, proprio nelle ore in cui la città tende a muoversi “a blocchi” e ogni riduzione di corse si trasforma rapidamente in affollamenti, ritardi e coincidenze che saltano.


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