Natale da record a Genova: 222mila turisti in due settimane e sorpasso degli stranieri, la città si gioca la sfida del “dopo”

Nel periodo tra il 22 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026 in città sono stati stimati 222.300 turisti, con un aumento del 27,6% rispetto alle festività dell’anno precedente: più della metà sono stranieri

Genova archivia le feste con un dato che pesa, perché non racconta soltanto un pienone, ma un cambio di passo: nel periodo natalizio, dal 22 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, i turisti stimati in città sono stati 222.300, 61.500 in più rispetto allo stesso arco di giorni dell’anno precedente, pari a un balzo del 27,6%. È un risultato che l’amministrazione comunale interpreta come una prima cartina di tornasole per capire se la città stia riuscendo a trasformarsi in una meta scelta, non soltanto “incrociata”, e soprattutto se stia crescendo la capacità di attrarre visitatori anche oltre il bacino tradizionale.

Il dato più significativo, infatti, è che a trainare l’aumento è la componente internazionale: 118.500 presenze straniere contro le 84.100 dello scorso anno, numeri che portano gli arrivi dall’estero al 53,3% del totale, cioè più di un turista su due. A completare il quadro ci sono 94.200 turisti italiani provenienti da fuori regione, in crescita rispetto ai 69.900 del periodo precedente, e 9.600 visitatori arrivati da altre città liguri, anche qui in aumento rispetto ai 6.800 dell’anno prima.

La sindaca Silvia Salis legge questi numeri come un segnale da non sprecare, perché arrivano all’inizio del mandato e, nella sua impostazione, mostrano come eventi e scelte mirate possano spingere il posizionamento della città nel mercato turistico. Silvia Salis sottolinea in particolare il peso degli stranieri, che indicherebbe una Genova sempre più capace di farsi riconoscere anche fuori dai confini nazionali, e rivendica l’effetto di appuntamenti chiave, a partire dalla notte di Capodanno, nel rendere la città “viva” e attrattiva per pubblici diversi. Il messaggio, però, non si ferma alla fotografia delle feste: l’obiettivo dichiarato è costruire un turismo sostenibile, che generi valore duraturo per chi vive Genova ogni giorno e non solo per chi la visita.
La stessa linea viene rafforzata dall’assessora al Turismo e Marketing territoriale Tiziana Beghin, che parla di una Genova sempre più dinamica nel panorama turistico italiano e collega il trend anche alle azioni di promozione mirata, alle missioni all’estero e al lavoro con stampa di settore e operatori per un turismo “all season”, capace cioè di distribuire i flussi oltre i picchi tradizionali. Nel suo ragionamento entrano alcune leve considerate decisive per il 2026: nuove rotte aeroportuali, eventi culturali, la spinta dell’outdoor e l’offerta esperienziale legata al territorio, con l’ambizione di alzare la qualità della domanda e intercettare visitatori più consapevoli.
Non a caso, il Comune porta questi numeri e questa strategia alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo in programma a Rho Fiera Milano dal 10 al 12 febbraio, dove Genova è presente con uno stand nello spazio di Agenzia in Liguria e con un punto informativo dedicato. La tre giorni viene raccontata come un’occasione per fare rete e rafforzare il posizionamento, alternando panel e incontri con operatori: oggi, tra focus su innovazione e turismo digitale e appuntamenti dedicati allo sport e all’outdoor; domani, con una conferenza stampa allo stand ligure nel pomeriggio e, soprattutto, con un evento fuori salone alla Biblioteca Ambrosiana.
È lì che la città prova a compiere un salto di narrazione: in una cornice prestigiosa come la Pinacoteca, dopo una visita guidata riservata alla stampa, è prevista la conferenza “Genova: Prospettive d’arte e natura”, pensata per presentare la proposta culturale e turistica del 2026 e accendere i riflettori sulla grande mostra dedicata a Van Dyck in arrivo dal 20 marzo. Interverranno Tiziana Beghin e Giacomo Montanari, insieme al segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia e alla presidente di Fondazione Palazzo Ducale Sara Armella, a sottolineare una strategia che mira a far dialogare istituzioni, sistema economico e grandi contenitori culturali.
Il dato natalizio, insomma, è un inizio che fa rumore, ma vale soprattutto per ciò che apre: una città che cresce nei numeri e, soprattutto, cambia composizione del pubblico, con gli stranieri che diventano maggioranza. La sfida adesso è trasformare l’effetto festa in continuità, far sì che gli eventi non siano fuochi d’artificio isolati e che arte, natura, gastronomia e mare diventino un’identità turistica riconoscibile tutto l’anno. Perché se 222mila turisti in due settimane sono una spinta potente, il vero salto si misura nella capacità di tenere Genova piena anche quando le luci di Natale si spengono.
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