Cronaca 

Camogli, notte di scavi e droni sulla strada bloccata dalla frana: corsa contro il rischio di nuovi crolli – VIDEO

Tempi lunghi per riaprire la strada privata che serve l’Istituto Cardiovascolare di Camogli, rimasto completamente isolato con circa cinquanta pazienti. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte con mezzi pesanti, specialisti in ricerca sotto macerie e droni, mentre i familiari sono stati fatti uscire a piedi lungo un sentiero nel bosco

Dopo la frana di ieri pomeriggio a Camogli, in via Aurelia, l’emergenza si è trasformata in una corsa contro il tempo e contro il rischio di nuovi cedimenti, perché il tratto interessato non è una semplice arteria di passaggio ma la strada privata utilizzata dalla struttura sanitaria per l’accesso e i collegamenti. La conseguenza più immediata è stata l’isolamento totale dell’Istituto Cardiovascolare di Camogli, con una cinquantina di pazienti coinvolti e la necessità di garantire continuità di assistenza e sicurezza, mentre sul fronte della frana restavano porzioni di muro non ancora crollate, ferme in bilico e quindi da controllare con estrema prudenza.

I vigili del fuoco hanno proseguito le operazioni senza sosta, lavorando anche durante la notte con le macchine movimento terra e con gli specialisti in ricerca sotto macerie, concentrati sugli scavi per escludere la presenza di persone sotto i detriti e, allo stesso tempo, sulla liberazione e messa in sicurezza della carreggiata. Il monitoraggio dall’alto, affidato ai droni, ha accompagnato ogni fase: l’occhio elettronico ha sorvegliato le parti instabili rimaste sospese, permettendo di seguire l’evoluzione del dissesto e di intervenire con maggiore cautela nelle aree più esposte.

Nel frattempo, per gestire l’impatto immediato sulla vita della struttura e sulle persone che vi ruotano attorno, è stata predisposta un’evacuazione “leggera” per chi poteva muoversi: i familiari dei pazienti e coloro che erano in grado di farlo sono stati fatti uscire attraverso un percorso pedonale nel bosco, un sentiero utilizzato come via alternativa mentre l’accesso carrabile restava interrotto. La situazione clinica dei degenti, però, non impone trasferimenti: nessuna delle persone presenti nella struttura ha necessità di essere spostata e, in ogni caso, un eventuale trasferimento richiederebbe il nulla osta dell’Azienda sanitaria locale. A presidiare il centro, a supporto dell’assistenza quotidiana e della gestione dell’emergenza, c’è anche una pubblica assistenza, chiamata a garantire un ulteriore livello di presenza e di risposta sul posto.

Per il ripristino si prevedono tempi lunghi. La strada, essendo privata e destinata all’uso della struttura sanitaria, richiede interventi che non si limitano a “spostare” i detriti, ma devono riportare stabilità dove il terreno ha ceduto, ridurre il rischio di nuovi scivolamenti e mettere definitivamente in sicurezza il tratto interessato. Il punto fermo, per ora, resta quello che conta di più: non risultano persone coinvolte, mentre prosegue il lavoro per restituire accesso e normalità a una struttura che, in queste ore, sta vivendo la sua prova più delicata.


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