Amt, vertice a Tursi con l’esperto della crisi: la sindaca parla di “passi avanti” e punta alla proroga delle tutele

Dopo l’incontro con Giovanni Mottura, Silvia Salis dice che il lavoro sulla composizione negoziata sta producendo risultati e che ci sarebbero i presupposti per chiedere più tempo sulle misure protettive, mentre si prepara un piano di efficientamento «senza toccare i diritti» di lavoratrici e lavoratori

Nel percorso per mettere in sicurezza AMT e uscire dalla fase più delicata della crisi, a Palazzo Tursi si è tenuto un nuovo confronto tra l’amministrazione comunale e l’esperto incaricato di seguire la composizione negoziata. Al tavolo con Giovanni Mottura, figura chiamata a gestire la procedura, si sono seduti la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile, con un obiettivo dichiarato: consolidare i progressi compiuti fin qui e lavorare alla proroga delle misure protettive previste dal percorso in corso.

Al termine dell’incontro la prima cittadina ha parlato di segnali incoraggianti e di un’impostazione che, a suo giudizio, va nella direzione giusta. «Siamo sulla strada giusta: si stanno facendo passi avanti importanti e siamo fiduciosi che ci siano le condizioni per ottenere una proroga delle misure protettive previste dalla procedura di composizione negoziata», ha dichiarato, collegando la possibilità di un’estensione delle tutele a «un lavoro serio e responsabile» orientato a un obiettivo comune: «salvare Amt».

Nel ragionamento esposto dalla sindaca, la priorità resta affrontare una crisi che viene descritta come profonda e stratificata, emersa con chiarezza solo negli ultimi mesi. Da qui la necessità, rivendicata dall’amministrazione, di assumersi “fino in fondo” la responsabilità di un intervento strutturale, con un doppio vincolo: garantire rispetto e salvaguardia per il personale e, allo stesso tempo, ricondurre il servizio di trasporto pubblico a standard di efficienza e qualità. «Dopo aver fatto emergere una situazione di crisi molto profonda, ci stiamo assumendo fino in fondo la responsabilità di affrontarla e risolverla, nel pieno rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e con l’obiettivo di ripristinare nel più breve tempo possibile un servizio di trasporto pubblico efficiente e di qualità per la città», ha spiegato.
Il passaggio più delicato, inevitabilmente, riguarda l’“ottimizzazione” del servizio. La sindaca ha messo in chiaro che saranno richiesti cambiamenti e che l’assetto attuale non può restare immutato, ma ha anche fissato il perimetro entro cui dovranno muoversi eventuali interventi: «È chiaro che nell’ottimizzazione del servizio saranno necessari passi avanti da parte di tutti. Questi dovranno avvenire nel rispetto del lavoro e nella totale salvaguardia dei diritti dei lavoratori, ma è altrettanto evidente che, dal punto di vista dell’efficientamento, la situazione attuale non può restare invariata e richiede uno studio serio e approfondito».
Nelle parole della prima cittadina, infine, il successo di un salvataggio “duraturo e strutturale” dipenderà dalla capacità di tenere insieme tutti i livelli coinvolti: Comune, Città Metropolitana e Regione, oltre al confronto con le organizzazioni sindacali. Su quest’ultimo punto, la sindaca ha parlato di un dialogo costante e di passi avanti, mentre sul fronte regionale ha richiamato l’impegno annunciato, auspicando tempi rapidi perché si traduca in atti concreti. In sostanza, il messaggio politico è che la partita AMT non può reggersi su un solo attore: per reggere, dovrà diventare un’assunzione di responsabilità collettiva, con scelte difficili ma dichiaratamente orientate a proteggere lavoro e servizio pubblico.
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