Ambiente 

CC forestali, Ambiente sotto scacco: in Liguria oltre 20mila controlli, 735 denunce e 2,8 milioni di sanzioni

I carabinieri forestali portano all’Università il bilancio 2025 tra rifiuti, bracconaggio e illeciti edilizi nei territori tutelati: calano gli incendi boschivi, cresce l’impegno con i giovani e viene svelato il Calendario CITES 2026, dedicato ai 50 anni della Convenzione di Washington

Non è stata una conferenza “per addetti ai lavori” chiusa in una sala istituzionale, ma una scelta precisa di campo: portare il bilancio operativo 2025 dei carabinieri forestali dentro l’Università, davanti a una platea di studenti, per legare la tutela dell’ambiente a una parola che pesa più di qualunque slogan, cioè responsabilità. Questa mattina, nelle aule del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università degli Studi di Genova, il Comando Regione carabinieri forestali “Liguria” ha presentato un consuntivo che parla di un anno intenso e, soprattutto, di un’idea di futuro: difendere biodiversità e territorio significa fare prevenzione, costruire cultura scientifica, coinvolgere le nuove generazioni e, quando serve, colpire duro chi aggira le regole.

I numeri, intanto, danno la misura della pressione e del lavoro: nel 2025 sono stati effettuati oltre 20.000 controlli, con 735 persone denunciate e sanzioni amministrative che superano 2,8 milioni di euro. Dati in aumento rispetto all’anno precedente, letti come il segnale di un’attenzione crescente su reati e irregolarità che, in una regione fragile per morfologia e condizioni climatiche, possono trasformarsi rapidamente in danni irreversibili.

Tra i capitoli più delicati c’è quello dei rifiuti e degli inquinamenti, dove l’azione di prevenzione si è accompagnata a indagini complesse. Viene citata, in particolare, un’attività investigativa conclusa nell’agosto 2025 in provincia della Spezia, che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari in un filone in cui si ipotizzano gestione illecita dei rifiuti, traffici su scala internazionale e profili fiscali. La ricostruzione evidenziata parla di un meccanismo ramificato capace di far viaggiare rifiuti pericolosi e non pericolosi, tra cui apparecchiature elettriche ed elettroniche, parti di auto fuori uso e ingombranti, verso una destinazione finale all’estero, con la Liguria come snodo del circuito illecito.

Accanto alle ombre, però, arriva anche un dato che viene rivendicato come incoraggiante e che in Liguria non è affatto scontato: prosegue la riduzione degli incendi boschivi e delle superfici percorse dal fuoco. Nel 2025 si sono registrati 69 eventi, con 49 ettari di bosco distrutti o danneggiati. Il trend viene descritto come in calo da anni, grazie al miglioramento dell’organizzazione antincendio boschivo e a un lavoro che mette insieme prevenzione, pattugliamento e repressione degli illeciti. Non a caso, nello stesso periodo sono state 47 le persone denunciate per reati connessi agli incendi, a conferma – viene sottolineato – di una capacità crescente di risalire ai responsabili. A pesare, in questo quadro, c’è anche l’effetto delle sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle regole: oltre 200.000 euro, indicati come leva utile a ridurre comportamenti imprudenti e accensioni illecite soprattutto nelle aree più esposte.

Un altro fronte è quello della tutela degli animali e della lotta al bracconaggio, dove il bilancio parla di circa 2.500 controlli e di 143 violazioni penali accertate, comprese contestazioni legate anche ad animali domestici d’affezione. Nel quadro viene ricordata un’operazione con profilo internazionale condotta nello Spezzino, in collaborazione con forze di polizia estere, che ha permesso di interrompere un traffico illecito di cuccioli di razze da caccia, salvando gli animali dallo sfruttamento commerciale illegale.

Poi c’è la Liguria “cartolina”, quella che tutto il mondo fotografa e che proprio per questo è anche la più vulnerabile: le aree protette, la pressione antropica, l’equilibrio sottile tra fruizione e tutela. Nel racconto dell’attività 2025 viene citato il Parco Nazionale delle Cinque Terre, dove i reparti hanno intensificato la vigilanza per garantire una fruizione corretta del territorio e proteggere le produzioni locali, con controlli mirati anche sulla filiera del vino Sciacchetrà a Denominazione di Origine Protetta, coltivato sui terrazzamenti che sono paesaggio, lavoro e identità insieme.

Sul versante della tutela del territorio, infine, il consuntivo mette in fila quasi 9.000 controlli, 165 reati accertati, 214 persone denunciate e violazioni amministrative per oltre 450.000 euro. Dentro questa cornice viene indicato un impegno specifico contro gli illeciti urbanistico-edilizi nei luoghi sottoposti a vincoli e tutela, con un’attenzione particolare a contesti di grande valore storico e ambientale come il Parco Regionale di Portofino, dove sono state svolte operazioni mirate a contrastare interventi illegittimi o irregolari.

Il senso della giornata, però, non si esaurisce in un elenco di cifre, perché la scelta dell’aula universitaria viene usata come messaggio: la prevenzione passa anche dall’educazione alla legalità ambientale. Per questo l’incontro è stato anche l’occasione per presentare agli studenti le opportunità professionali nell’Istituzione, anticipando la pubblicazione del bando annuale per la nomina di 12 Tenenti del Ruolo Forestale, rivolto a giovani laureati in discipline scientifiche e tecniche, dalle scienze forestali all’ingegneria ambientale, dalla biologia all’architettura del paesaggio, chiamati a mettere competenze e metodo al servizio della difesa dell’ambiente.

A chiudere la mattinata è arrivato il momento più simbolico: la presentazione del Calendario CITES 2026. CITES, cioè la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, nota anche come Convenzione di Washington, che compie cinquant’anni e che il calendario celebra con dodici storie di “riscatto” dedicate a specie animali e vegetali sottratte al rischio di estinzione e al traffico illegale grazie agli interventi dei carabinieri forestali. Il filo conduttore, in definitiva, è lo stesso che ha attraversato tutta la presentazione: difendere il patrimonio naturale non è solo reprimere un reato quando esplode, ma costruire consapevolezza prima che accada, facendo con le nuove generazioni un patto che assomiglia a una promessa concreta: consegnare un pianeta più ricco, più tutelato e più rispettato.


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