In evidenza 

Preso e trascinato con la minaccia di un coltello: due fratelli minorenni finiscono in carcere, caccia al terzo

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per due fratelli di 16 e 17 anni: per la Procura per i Minorenni avrebbero aggredito un coetaneo, costringendolo a seguirli fino alle “Caravelle” e rapinandolo di alcuni gioielli. Fatti ricostruiti anche grazie a un video dell’aggressione fatto circolare in chat. Un terzo minore destinatario della stessa misura è ricercato

Un’aggressione in pieno giorno, la violenza improvvisa, poi la minaccia di un coltello e l’obbligo di muoversi dove decide chi comanda. È su questa sequenza che si fonda l’ordinanza eseguita dai carabinieri della Compagnia di Genova San Martino, che hanno dato esecuzione a una custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni, su richiesta della Procura della Repubblica per i Minorenni, nei confronti di due fratelli di 16 e 17 anni, gravemente indiziati dei reati di rapina, sequestro di persona e lesioni personali aggravate.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalirebbero alla fine di ottobre 2025. In quel periodo, i due fratelli, insieme a un altro 17enne destinatario della medesima misura e oggi irreperibile, quindi attualmente ricercato, e a un quarto ragazzo che all’epoca non aveva ancora compiuto 14 anni e per questo non imputabile, avrebbero avvicinato un coetaneo nei pressi della stazione ferroviaria di Brignole. La scena, per come viene descritta negli atti d’indagine, sarebbe degenerata subito: schiaffi, colpi alla testa e la pressione di un gruppo che non lascia spazio a reazioni o vie d’uscita.

È in quel momento, sempre secondo l’impianto accusatorio, che sarebbe entrata in gioco la minaccia di un coltello. La vittima sarebbe stata costretta a seguirli fino alle “Caravelle” di piazza della Vittoria, in una dinamica che per gli inquirenti integra l’ipotesi di sequestro di persona, perché lo spostamento non sarebbe avvenuto per scelta ma per costrizione, sotto intimidazione.

Arrivati nella zona indicata, i ragazzi avrebbero sottratto alla vittima un anello e una collana, lasciandola anche con lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Un episodio che, nella lettura investigativa, non si limita alla rapina “classica” ma assume contorni più pesanti proprio per la violenza e per la costrizione del movimento, con un salto di gravità che ha portato alla richiesta della misura cautelare in carcere.

A reggere l’indagine, spiegano gli investigatori, ci sarebbero più elementi convergenti. Le attività si sono sviluppate attraverso l’ascolto di testimoni e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che avrebbero consentito di risalire all’identità dei destinatari del provvedimento. Ma c’è un passaggio che colpisce più di altri, perché racconta una deriva che va oltre l’aggressione: gli autori avrebbero realizzato un video dell’episodio e lo avrebbero fatto circolare in alcune chat. Quel filmato, recuperato e acquisito dai carabinieri, viene indicato come una fonte probatoria rilevante nell’impianto dell’accusa, un elemento che, oltre a documentare, trasforma la violenza in “contenuto” da condividere.

I due fratelli, a esecuzione della misura, sono stati associati all’istituto penitenziario minorile di Torino, come disposto dall’autorità giudiziaria. Per il terzo 17enne destinatario dello stesso provvedimento, invece, la misura non è stata eseguita perché irreperibile: le ricerche sono in corso.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts