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Dopo il bilancio choc, la Regione si muove: Marco Bucci promette capitale e contributi per mettere in sicurezza Azienda Municipalizzata Trasporti

Dopo l’approvazione del bilancio 2024 di Azienda Municipalizzata Trasporti, con una perdita pesantissima e un patrimonio in negativo, il presidente della Regione Liguria annuncia un piano condiviso con il vicesindaco Alessandro Terrile: la Regione è pronta a intervenire per il ripristino del capitale sociale e, insieme al Comune, ad aumentare i contributi annuali. Secondo Bucci non ci sarebbe rischio per stipendi e continuità del servizio. L’obiettivo di arrivare a un’azienda unica, più forte, anche su scala regionale

Il giorno dopo la pubblicazione dei numeri che hanno certificato una delle crisi più gravi nella storia del trasporto pubblico cittadino, la Regione prova a spostare l’attenzione dalla polemica alle mosse operative. Il presidente Marco Bucci, commentando l’approvazione del bilancio 2024 di Azienda Municipalizzata Trasporti, dice di non aver ancora avuto modo di analizzare ogni voce, ma di aver già avuto un confronto definito «proficuo» con il vicesindaco Alessandro Terrile, dal quale sarebbe uscito un piano per fronteggiare l’emergenza.

Il punto politico, nelle parole del presidente, è che la Regione è pronta a entrare nella partita non solo come osservatore ma come soggetto che mette risorse. Marco Bucci afferma che Regione Liguria interverrà per il ripristino del capitale sociale, precisando però che questo non significa automaticamente puntare a diventare socio di maggioranza. Il messaggio è che si può sostenere l’azienda anche senza ribaltare formalmente gli equilibri societari, purché l’operazione sia costruita in modo compatibile con il percorso di risanamento e con la procedura in corso.

Accanto al tema del capitale, il presidente aggiunge l’altro tassello che pesa sul futuro del servizio: il sostegno annuale. Secondo Marco Bucci, sia Regione sia Comune si impegnano ad aumentare i contributi annuali a supporto del trasporto pubblico, pur evitando per ora di quantificare le cifre. La frase che vuole chiudere il capitolo delle incertezze è netta: i soldi, sostiene, «ci sono» e il progetto costruito con Alessandro Terrile sarebbe «molto positivo».

Dentro questo quadro, il presidente prova anche a smontare la lettura più allarmistica che ha accompagnato la crisi, almeno sul punto più sensibile per lavoratori e famiglie: la continuità. Marco Bucci afferma che, dall’analisi preliminare dei conti, emergerebbero voci che possono essere ottimizzate e che alcune partite contabili, se valutate con criteri diversi o aggiornate con dati più recenti, potrebbero contribuire a ridurre ulteriormente il disavanzo. Ma, soprattutto, aggiunge un’affermazione che mira a rassicurare: «non esiste un rischio di continuità per l’azienda e per il pagamento degli stipendi». È un passaggio che, nel clima di queste settimane, vale quanto una promessa pubblica: quella di evitare che la crisi contabile si traduca in una frattura immediata sul servizio e sul lavoro.

Sul piano procedurale, Marco Bucci colloca la prossima tappa in un passaggio chiave della composizione negoziata: il programma elaborato con Alessandro Terrile dovrà essere presentato formalmente all’esperto nominato dal tribunale. Se arriverà il via libera, la finestra temporale indicata è chiara: dopo l’assemblea dei soci prevista a marzo, l’intervento potrebbe concretizzarsi entro giugno. In altre parole, la Regione dice di essere pronta a entrare con un timing che dipende da due snodi: l’ok dell’esperto e il passaggio assembleare.

Dietro l’emergenza immediata, però, il presidente spinge anche su una visione più ampia, che prova a trasformare la crisi in un’occasione di riorganizzazione strutturale. Marco Bucci indica come obiettivo strategico «l’azienda unica», descritta come più forte e più solida nel tempo, e aggiunge che un intervento simile potrebbe essere replicato anche nelle altre province. È un’idea che, se davvero portata a compimento, cambierebbe il perimetro stesso della gestione del trasporto pubblico, spostando il baricentro verso un assetto più accentrato e, nelle intenzioni, più sostenibile.

Resta ora da capire come queste parole si tradurranno in atti, perché i numeri del bilancio hanno reso inevitabile ciò che fino a ieri era ancora un terreno di scontro politico: la necessità di risorse aggiuntive e di una regia che non lasci sola la città. E se la promessa di Regione Liguria è quella di mettere soldi e garantire continuità, la verifica sarà tutta nella capacità di farlo in tempi compatibili con l’urgenza, senza trasformare i prossimi mesi in un’altra lunga attesa fatta di annunci, scadenze e rinvii.


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