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Aurelia spezzata: frana tra Vesima e Arenzano, strada chiusa da prima della galleria Pizzo. Ad Arenzano si arriva solo in autostrada

È successo poco prima della galleria del Pizzo per chi arriva da Genova, a causa di una frana che ha invaso entrambe le carreggiate. Vigili del fuoco sul posto: esclusa la presenza di persone o mezzi sotto i massi. Intervengono tecnici Anas e polizia locale. Nessuna stima di riapertura. Unica alternativa: l’autostrada A10

L’Aurelia è una di quelle strade che non sono solo asfalto: sono abitudine, casa, ritorno. È la linea sottile che tiene insieme la costa, i paesi, le sere d’inverno e i rientri veloci. E proprio per questo, quando si interrompe, non sembra una notizia di viabilità: sembra un taglio netto.

Dalla serata di oggi, domenica 25 gennaio, la statale Aurelia è chiusa tra Vesima e Arenzano, poco prima della galleria del Pizzo per chi proviene da Genova. Una frana ha travolto le reti di contenimento ed è scesa sul tracciato portando giù materiale e massi che hanno invaso la carreggiata e, cosa ancora più critica, lo hanno fatto su entrambi i sensi di marcia. Non c’è stato spazio per “passare piano” o per far scorrere a turno: la strada è stata interrotta. È successo nel territorio del comune di Arenzano, ma sono mobilitati anche il municipio Ponente e la polizia locale genovese per i disagi a effetto domino che la franca comporterà sulla viabilità a est della caduta massi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno effettuato verifiche immediate ed hanno escluso la presenza di persone o mezzi sotto i massi. È un dettaglio che pesa come un respiro: in queste situazioni, la prima paura è sempre quella. I vvf sono intervenuti con la squadra di Multedo che ha fatto una prima verifica a “voce”, cercando la risposta di eventuali persone coinvolte, come da protocollo USAR. Acronimo di Urban Search And Rescue, sistema internazionale di ricerca sotto maceria.
Al fine di scongiurare l’eventuale presenza di persone coinvolte il capo squadra di Multedo ha fatto richiesta dei cinofili, del movimento terra, del carro fari e del personale formato USAR che provvederanno alle ricerche sotto la frana.

Con i vigili del fuoco, sul posto, ci sono i tecnici Anas, chiamati a valutare l’entità dello smottamento, la stabilità del versante e cosa serva per rimettere in sicurezza il tratto. In arrivo anche la polizia locale di Genova per la gestione della chiusura e degli inevitabili effetti a catena.

A rendere tutto più complicato c’è un elemento “di contesto” che qui diventa sostanza: nel tratto interessato era già presente un cantiere Anas per la sistemazione dei marciapiedi e la corsia risultava già ridotta. Quando una strada lavora “con un polmone solo”, basta poco per mandarla in apnea. E stasera quel poco è diventato troppo.

Al momento non ci sono indicazioni sui tempi di riapertura. E mentre la notte scende su una statale che di solito non dorme mai, la costa si riorganizza come può: l’alternativa all’Aurelia, per ora, è l’autostrada A10.

Restano due immagini, opposte e vere insieme: da un lato l’assenza di persone coinvolte, la notizia migliore possibile; dall’altro una strada chiusa che, per chi vive e attraversa quella linea tra Genova e Ponente, significa ritardi, deviazioni, e quella sensazione familiare – e sempre un po’ amara – di quanto, qui, basti una frana per capire quanto siamo appesi al destino delle ricce sulle nostre strade.


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