Enti Pubblici e Politica 

Tunnel subportuale, il Pd porta il caso alla Camera: «Un miliardo di costo, servono certezze su soldi, tempi e impatto sulla Foce»

Pandolfo, Ghio e Pastorino presentano un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture. Chiedono chiarezza su copertura economica, garanzie e cronoprogramma. «Nonostante il progetto esecutivo, restano dubbi sui costi complessivi e sulle opere accessorie». Sotto la lente l’uscita lato Levante in area Foce e le misure di mitigazione per ridurre l’impatto sulla viabilità urbana

Il tunnel subportuale torna al centro del dibattito politico nazionale. I deputati del Partito Democratico Alberto Pandolfo, Valentina Ghio e Luca Pastorino hanno presentato un’interrogazione alla Camera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere “piena chiarezza” su tre punti che, secondo loro, restano ancora troppo opachi: copertura economica, garanzie finanziarie e tempi di realizzazione.

Il punto di partenza è la dimensione dell’opera: il costo complessivo viene stimato “intorno a un miliardo di euro” e l’infrastruttura, sottolineano i parlamentari, è destinata ad avere un impatto rilevante sull’assetto urbano della città. Per questo, dicono, “non si può procedere a tentoni”.

“Opera post Morandi, ma coperture ancora incerte”

Pandolfo, Ghio e Pastorino ricordano che il tunnel rientra nel quadro degli interventi compensativi successivi al crollo del ponte Morandi e fa parte degli accordi tra Stato, enti territoriali e Autostrade per l’Italia. Tuttavia, aggiungono, anche se il progetto esecutivo risulta approvato, permangono incertezze sulla copertura integrale dei costi, in particolare per le opere accessorie e per le ricadute urbanistiche. Il timore espresso è che questi capitoli finiscano scaricati sulla città o su altri livelli istituzionali.

Nel merito, i deputati chiedono conferma dell’impegno di Autostrade per l’Italia a finanziare integralmente l’intervento “comprese tutte le opere connesse” e vogliono sapere quali garanzie formali siano state acquisite dal Ministero. Non solo: domandano anche se le risorse previste siano sufficienti alla luce dei possibili aumenti dei costi, tema che su cantieri di questa scala è sempre sensibile.

Il nodo Foce: “uscita a Levante con rischi sulla viabilità urbana”

Accanto ai soldi, c’è il tema dell’impatto sulla città. I parlamentari chiedono tempi “certi e verificabili” e puntano i riflettori su un elemento specifico: le modalità di uscita del tunnel sul versante Levante, in corrispondenza dell’area della Foce. Secondo il Partito Democratico, quella scelta rischia di avere un impatto significativo sulla viabilità urbana senza garantire un collegamento diretto ed efficace con il centro cittadino.

Da qui la richiesta al Ministero: quali valutazioni sono state fatte su quella configurazione? Sono previste modifiche progettuali? Quali misure di mitigazione sono state messe in campo per ridurre l’effetto sull’assetto urbano di Genova?

“Servono trasparenza e confronto con il territorio”

La chiusura è politica e, insieme, istituzionale: su un’infrastruttura definita strategica, sostengono Pandolfo, Ghio e Pastorino, servono trasparenza, certezze finanziarie e un confronto serio con il territorio. Il Governo, concludono, deve dare risposte chiare e assumersi pienamente le proprie responsabilità.

In sostanza, l’interrogazione porta a Roma una domanda che a Genova circola da tempo: quanto è davvero coperto il conto finale e come verrà gestito l’impatto urbano di un’opera che promette di cambiare traffico e collegamenti, ma che – se non governata nei dettagli – rischia di generare nuove criticità proprio dove la città è già più fragile.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Blusky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts